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Sondrio
07 settembre | 13:42

La vicina si lamenta per i latrati e il canile è condannato a ridurre i box, ma arriva la sospensione dell'ordinanza. L'Enpa: "Così possiamo proseguire senza traumi per i cani"

Il reclamo presentato dai legali dell'Enpa è stato accolto ed è arrivata la sospensione dell'ordinanza di riduzione dei box: "Continueremo a collaborare con le istituzioni e a investire in soluzioni concrete che richiedono tempi tecnici e risorse ma che rappresentano la strada giusta. Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma chiediamo che venga riconosciuto il valore sociale del rifugio, invece di penalizzarlo"

SONDRIO. È stata sospesa in via cautelare l’ordinanza che dal 5 agosto imponeva al rifugio dell’Enpa di Montagna in Valtellina, in provincia di Sondrio, di ridurre i cani ospitati da 16 a 5, con una penale giornaliera in caso di inottemperanza (QUI ARTICOLO).

 

"Il provvedimento di sospensione - spiega l'associazione -  è stato disposto il 20 agosto dal Presidente del Tribunale di Sondrio, accogliendo il reclamo presentato dai legali dell’associazione. Restano invece fissate le udienze dell’11 settembre per l’esame nel merito".

 

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la vicenda, con la controversia che è nata dalle lamentele di una vicina per i presunti disturbi acustici causati dai latrati dei cani ospitati dalla struttura: dopo la segnalazione e la denuncia, era partita un'azione legale durata tre anni, conclusasi con la sentenza del tribunale dello scorso 5 agosto, che condannava l'ente alla riduzione dei box.

 

"Eppure le misurazioni hanno attestato livelli sonori medi di circa 46 decibel, equivalenti a una normale conversazione in casa" sottolinea l'Enpa nella nota, specificando come nel tempo l'associazione abbia adottato diversi interventi per contenere l’impatto, dalle siepi ai materiali fonoassorbenti. Nonostante ciò, viene rimarcato, a inizio agosto era stato imposto un taglio drastico del numero dei cani, con gravi conseguenze sia per gli animali ospitati che per quelli in lista d’attesa.

 

“Questa sospensione ci permette di proseguire il nostro lavoro senza traumi per i cani. Continueremo – spiega Sara Plozza, presidente dell’Enpa di Sondrio – a collaborare con le istituzioni e a investire in soluzioni concrete, come le barriere fonoassorbenti, che richiedono tempi tecnici e risorse ma che rappresentano la strada giusta. Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma chiediamo che venga riconosciuto il valore sociale del rifugio invece di penalizzarlo”.

 

Dopo la sentenza del tribunale, c'era stata inoltre una vera e propria mobilitazione "popolare": una petizione, lanciata dalla presidente stessa sulla piattaforma Change.org e dal titolo "Difendiamo il rifugio Enpa Sondrio: i nostri cani non meritano questa ingiustizia" ha raggiunto nel giro di poche settimane quasi 14.500 firme.

 

Grazie a chi ha firmato, condiviso, scritto: il vostro sostegno – conclude Sara Plozza – ci ha dato forza nei giorni più difficili. Continuate a starci accanto: ogni gesto sarà investito in soluzioni concrete per la convivenza e il benessere degli animali. Il sostegno della comunità è stato determinante perché il rifugio non è solo un luogo per i cani abbandonati: è un presidio sociale che accoglie scuole, cooperative e progetti di inclusione. Difenderlo significa difendere un bene comune".

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