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Trento
09 luglio | 13:01

Truffa del "finto carabiniere" ma all'appuntamento si presentano le forze dell'ordine: denunciato un 21enne che poche ore prima aveva messo a segno un colpo

Un 21enne è stato denunciato per aver tentato la truffa del "finto carabiniere" ai danni di un'anziana di Civezzano. Poche ore prima aveva messo a segno un colpo da 3 mila euro a Bolzano. Le forze dell'ordine indagano per risalire al complice

Truffa del "finto carabiniere" ma all'appuntamento si presentano le forze dell'ordine
di Redazione

TRENTO. Prima ha truffato una 85enne a Bolzano e poi ha provato un altro colpo a Civezzano con la truffa del finto carabiniere. Nei guai un 21enne che è stato denunciato. Le forze dell'ordine lavorano per stabilire l'identità del complice.

 

Le indagini sono iniziate quando una 70enne residente a Civezzano si presentata agli uffici di via Barbacovi per segnalare un tentativo di truffa. La donna, infatti, era stata contattata poco prima sul cellulare da una persona che aveva dichiarato di essere un maresciallo dei carabinieri. E il 21enne ha seguito un po' il solito copione: il ragazzo aveva raccontato che la figlia era incorsa in un grave problema di natura giudiziaria per la quale sarebbe stata arrestata in assenza del pagamento di una "cauzione" in contanti.

 

I carabinieri della stazione del capoluogo, supportati dai colleghi di Mattarello, sono entrati in azione e si sono così presentati al posto della 70enne all'appuntamento concordato con il finto maresciallo. In questo modo sono riusciti a identificare il complice che avrebbe dovuto incassare la "cauzione", un 21enne originario della provincia di Napoli. 

 

A seguito della perquisizione, il 21enne è stato trovato in possesso di ben 3.000 euro in contanti, tutti in pezzi da 100 euro, frutto di una ulteriore truffa, questa volta andata a buon fine, che le rapide indagini dei militari hanno appurato essere stata commessa a Bolzano nel pomeriggio di giovedì scorso e con le medesime modalità.

 

I carabinieri ribadiscono, ancora una volta, di essere diffidenti nei confronti di qualsiasi persona che al telefono si presenti come parente, un appartenente alle forze dell’ordine, un "tecnico Comunale" o dipendente di qualunque azienda che fornisca servizi, se la chiamata ha l'obiettivo di richiedere denaro o un corrispettivo in monili pur di poter far fronte a una presunta esigenza o problematica improvvisa.

 

Già da tempo, infatti, le forze dell'ordine sono particolarmente attive nel contrasto del fenomeno delle truffe, in particolare ai danni delle persone anziane, attraverso le operazioni (si ricorda, per esempio, l'arresto di un 40enne che nell'aprile scorso aveva truffato per 30 mila euro a una donna di Trento), ma anche con l'organizzazione di numerosi incontri e conferenze sul tema ai circoli, nelle parrocchie e con le associazioni.

 

Il consiglio è di chiamare il Numero unico per le emergenze 112 al minimo dubbio perché nessuna forza dell'ordine, ente o società chiederà mai, per alcun motivo, il pagamento di  qualsiasi tipo di prestazione attraverso telefonate che lo sollecitino tramite metodi che non siano legalmente e sicuramente tracciabili.

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