Un nuovo Dürer per le collezioni provinciali: “Orgogliosi di preservare e valorizzare un pezzo così significativo della storia dell'arte”
La soprintendenza per i beni culturali ha consegnato l'opera al Castello del Buonconsiglio alla presenza della vicepresidente della Provincia Francesca Gerosa

TRENTO. “Siamo orgogliosi di poter preservare e valorizzare un pezzo così significativo della storia dell'arte”. Queste le parole della vicepresidente della Provincia, Francesca Gerosa, dopo l'acquisto, da parte della soprintendenza per i beni culturali, di un'opera di Albrecht Dürer, che entra così a far parte delle collezioni provinciali. Si tratta di una stampa del grande maestro tedesco raffigurante l'Ultima cena e pubblicata nel 1523: la nuova acquisizione è stata presentata oggi (20 novembre) alla presenza di Gerosa. Nell'occasione il dirigente generale della soprintendenza per i beni e le attività culturali, Franco Marzatico, ha consegnato l'opera a Laura Dal Prà, direttrice del Castello del Buonconsiglio, museo che ne curerà la conservazione e la valorizzazione.
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“L'acquisizione di questa straordinaria opera di Dürer, oltretutto nell'anno del centenario del museo – aggiunge la vice-presidente – non solo arricchisce il nostro patrimonio culturale, ma rappresenta anche una importante opportunità per il pubblico di avvicinarsi all'arte rinascimentale”.
A poco più di un mese dalla chiusura, al Castello del Buonconsiglio, della mostra “Dürer e gli altri. Rinascimenti in riva all'Adige”, fa quindi il suo ingresso nelle collezioni provinciali uno degli esempi più importanti della tarda produzione incisoria del pittore e incisore tedesco. “Si tratta – dicono gli esperti – di una xilografia (ossia una stampa su carta ottenuta per mezzo di una matrice in legno intagliato) raffigurante l’Ultima cena, data alle stampe nel 1523 e caratterizzata da un inedito formato orizzontale. La scena inquadra la tavola alla quale Cristo annuncia agli apostoli il tradimento da parte di uno di loro, destando reazioni di sorpresa, incredulità e dolore. L’esemplare (dimensioni mm 210 x 300, rifilato su tutti i lati) è di particolare pregio in quanto appartiene probabilmente alle prime tirature di stampa, come fanno pensare sia alcuni minuti dettagli dell’incisione, sia la filigrana della carta databile fra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo”.
“Come tutte le stampe di Dürer nel campo della storia sacra – conclude la Provincia – anche questa raffigurazione esercitò una potente suggestione sugli artisti del suo tempo, venendo citata, per fare un solo esempio, dal giovane Jacopo Bassano nella grande tela dell'Ultima cena (1546), oggi conservata alla Galleria Borghese a Roma. L'acquisizione testimonia la costante attenzione rivolta dalla Provincia autonoma di Trento alla conservazione e all'incremento del patrimonio culturale finalizzato alla fruizione del pubblico”.













