Violenza contro gli operatori sanitari: il sì del del Governo a nuove misure. I medici di famiglia trentini: "Subito i sistemi di videosorveglianza. Che si faccia in fretta"
Il decreto legge n.137 prevede l'estensione dell'arresto in flagranza differita anche alle violenza operate nei confronti dei professionisti sanitari o comunque nelle strutture sanitarie, attraverso un filmato, una videoregistrazione o qualsiasi altro strumento che consenta di poter individuare l'aggressore. Di Giannantonio: ""Chiediamo con forza - spiega Di Giannantonio - che la Provincia Autonoma di Trento dia precise indicazioni ad Apss perché adotti sistemi di videosorveglianza"

TRENTO. Nuove misure urgenti per contrastare la violenza nei confronti degli operatori sanitari e il danneggiamento delle strutture.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, con annessa pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto legge n.137 che prevede l'estensione dell'arresto in flagranza differita anche alle violenza operate nei confronti dei professionisti sanitari o comunque nelle strutture sanitarie, attraverso un filmato, una videoregistrazione o qualsiasi altro strumento che consenta di poter individuare l'aggressore.
Soddisfazione è stata espressa da parte de segretario generale provinciale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Famiglia) del Trentino, il dottor Valerio Di Giannantonio, che sollecita le istituzioni provinciali ad agire.
"Chiediamo con forza - spiega Di Giannantonio - che la Provincia Autonoma di Trento dia precise indicazioni ad Apss perché adotti sistemi di videosorveglianza. Solo pochi mesi fa si era riunito il Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza a seguito dell'aggressione di una Collega in servizio di Guardia Medica. Poco è stato fatto. Servono ulteriori misure che possano tenere in considerazione la specificità del setting assistenziale della medicina generale. Chiediamo a livello nazionale e locale che, ove non già previsti, i Documenti di Valutazione del Rischio contengano indicazioni sulle aggressioni, così che si possa avere una raccolta di eventi sentinella per sostenere la Continuità Assistenziale nella classificazione del servizio in relazione alla sua reale esposizione alla aggressioni".
Dunque che si faccia e si faccia in fretta.
"Non si può più rimandare - conclude il segretario generale provinciale della sigla che raggruppa i medici di famiglia - perché tra poco non ci saranno più medici e sanitari disposti a rischiare. Istituzioni e cittadini devono prendersi carico della tutela dei medici e degli operatori del Sistema Sanitario Nazionale, se non vogliono far saltare il patto sociale con chi dedica la propria esistenza alla tutela della salute pubblica. Già a partire dai prossimi giorni la Fimmg adotterà a livello nazionale iniziative che intendono contribuire a questo cambiamento culturale, a partire dalle scuole".














