Violenza negli ospedali, la Pat pronta a far nascere una “Centrale” per la sicurezza di sanitari e pazienti: Tonina: “Ora basta, servono risposte immediate”
Gli Uffici del Dipartimento Salute nelle prossime settimane consegneranno all'Apss delle linee guida per la sicurezza nelle strutture sul territorio. Saranno messi in campo nuovi sistemi di sicurezza e di allarme in particolar modo per i pronto soccorso ma non solo. Sulla creazione di un nuovo organismo centrale per valutare gli episodi di violenza, il dirigente D'Urso spiega: "L'obiettivo è quello di una gestione centralizzata e questo permetterà di analizzare gli episodi per poi adottare i provvedimenti ad hoc di miglioramento della sicurezza attiva e passiva”

TRENTO. I casi di aggressione o di minacce negli ospedali sono continui. Toccano medici, infermieri, Oss e tutto il personale, anche non sanitario, senza distinzione. La scorsa settimana un'infermiera del reparto di medicina dell'ospedale di Arco è stata ferita ai polsi da un paziente. A metà febbraio una tirocinante è stata aggredita sessualmente all'entrata dell'ospedale Santa Chiara. E ci sono poi gli attacchi verbali che devono essere sopportati quotidianamente. Un vortice tremendo di violenza che la Provincia, assieme all'Azienda Sanitaria, sta cercando di capire come fermare nel più breve tempo possibile.
“Ora basta. Adesso un segnale ci deve essere” spiega a il Dolomiti l'assessore provinciale alla Salute, Mario Tonina. “Voglio assolutamente trovare il modo per mettere nelle condizioni il personale, ma anche i pazienti che in questo momento sono nei reparti e soprattutto al Pronto Soccorso, di essere messi in sicurezza”.
Nelle scorse settimane abbiamo raccolto la testimonianza drammatica di un operatore dell’ospedale Santa Chiara (QUI L'ARTICOLO), che descrive una realtà ormai insostenibile, fatta di spintoni, schiaffi, insulti e continue minacce. Un’emergenza che si consuma ogni giorno nei reparti, nei corridoi e nelle sale d’attesa delle strutture.
Per affrontare tutto questo, la Provincia nelle prossime settimane presenterà una serie di linee guida che verranno consegnate all'Azienda Sanitaria con le azioni da mettere in campo. “Stiamo portando avanti le interlocuzioni con il Commissariato del Governo, l'Apss e la Questura - spiega Tonina – e buona parte del lavoro dovrà essere fatto dall'Apss, ma è fondamentale che ci sia un gioco di squadra perché solo in questo modo riusciremo ad arginare questi problemi”.
Gli uffici del Dipartimento Salute, guidati dal dirigente Antonio D'Urso, stanno lavorando alle linee da mettere nero su bianco e che dovranno poi essere concretizzate dall'Apss. “Riteniamo fondamentale che la sicurezza degli operatori sia uno dei temi di politica aziendale” ha spiegato D'Urso.
Come primo punto, ci sarà la creazione di una sorta di “Centro” che avrà il compito di rilevare e gestire gli episodi in tutte le strutture sanitarie. “L'obiettivo – spiega a il Dolomiti D'Urso – è quello di una gestione centralizzata fatta da questo nuovo Centro e questo permetterà di analizzare gli episodi per poi adottare i provvedimenti ad hoc di miglioramento della sicurezza attiva e passiva”.
Una sorta di “Centrale” che avrà il compito quindi di “vegliare” sul personale sanitario, valutando i casi a seconda delle tipologie di aggressione. “Per quanto riguarda gli attacchi verbali – continua Antonio D'Urso – sono in linea con le grandi strutture che troviamo in altre regioni. L'idea che Trento sia un Bronx da questo punto di vista stona”.
Non mancheranno, nelle linee guida che la Pat consegnerà all'Apss, nuovi sistemi di protezione, vetri e serrature rafforzate, fino all'installazione di un bottone che possa attivare un allarme sonoro in caso di emergenza. “Tutto questo andrà ad unirsi anche a un rinforzo della vigilanza” spiega Antonio D'Urso. “L'impegno nostro – conclude – è massimo e questo anche nel fornire supporto psicologico e supporto legale ai dipendenti”.


















