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Trento
18 maggio | 17:41

Aggrediti due infermieri a pediatria: morsi, pugni e strattoni. La Uil: "Violenza inaudita. Grave offesa alla dignità e alla sicurezza di chi opera nel sistema della sanità"

Due operatori sono stati aggrediti da una paziente. La Uil: "Un infermiere preso a morsi e colpito a pugni, un'infermiera è stata strattonata. Chiediamo alle istituzioni di non minimizzare quanto accaduto. Serve un’azione concreta e determinata per prevenire episodi simili in futuro"

Aggrediti due infermieri a pediatria: morsi, pugni e strattoni

TRENTO. Morsi e pugni, strattoni e calci. Vittime due infermieri. Questa volta a pediatria. Un'ennesima aggressione al personale sanitario. A denunciare un altro caso è la Uil Fpl del Trentino. 

 

"Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai due professionisti", commenta Giuseppe Varagone, segretario della Uil Fpl del Trentino. "Un’infermiera e un infermiere, aggrediti all’Unità operativa di pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Trento, vittime di un episodio di inaudita violenza da parte di una paziente ricoverata".

 

Ancora, quindi, un episodio di violenza in corsia. "Oggi durante il proprio turno di lavoro, due infermieri sono stati aggrediti da una paziente ricoverata. In pochi minuti la situazione è degenerata: l’infermiere è stato preso a morsi e colpito con pugni, mentre l’infermiera ha subito strattonamenti che le hanno provocato delle contusioni. Solo grazie al tempestivo intervento del personale di sicurezza e dei carabinieri è stato possibile evitare conseguenze peggiori. I due operatoti sanitari sono stati accompagnati al pronto soccorso, dove hanno ricevuto e cure necessarie".

 

Nelle scorse settimane la Provincia ha diramato le linee guida per cercare di dare una risposta sistematica al fenomeno degli episodi di violenza all'interno delle strutture sanitarie trentine. Sono diversi i casi registrati in questi primi mesi del 2025 di personale aggredito durante il turno di servizio. Una grave situazione, sempre più ricorrente, che preoccupa i sindacati. Le parti sociali da tempo, infatti, chiedono interventi rapidi e strutturali per tutelare i dipendenti. L'assessorato aveva annunciato interventi e ora ci sono le linee di indirizzo (Qui articolo).

 

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari era intervenuta per potenziare la sicurezza. Un servizio, era stato spiegato, attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette,  che si aggiunge a quello di sorveglianza, già presente all'interno della struttura ospedaliera con l'obiettivo di prevenire atti di violenza e di tutelare il personale sanitario e i pazienti (Qui articolo).

 

Oggi, però, un altro caso. "Quanto accaduto è inaccettabile e rappresenta l’ennesima, grave offesa alla dignità e alla sicurezza di chi, ogni giorno, opera con professionalità e dedizione per garantire cure e assistenza alla cittadinanza. E' disarmante constatare come la violenza negli ambienti di cura sia ormai un fenomeno sempre più frequente, che genera paura e insicurezza tra gli operatori sanitari. Ribadiamo con forza che non può esserci alcuna tolleranza verso chi aggredisce chi lavora per il bene comune. Sono necessarie misure concrete e immediate per garantire ambienti di lavoro sicuri, anche attraverso un rafforzamento della vigilanza e l’applicazione piena delle normative contro le aggressioni al personale sanitario".

 

I sindacati chiedono ancora una volta di intervenire per tutelare gli operatori. "Chiediamo alle istituzioni di non minimizzare quanto accaduto. Serve un’azione concreta e determinata per prevenire episodi simili in futuro. Agli infermieri aggrediti va il nostro pieno sostegno, umano e sindacale, con l’auspicio che possano superare al più presto le ferite, fisiche e psicologiche, subite", conclude Varagone.

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