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Trento
28 marzo | 17:16

Emergenza aggressioni contro i sanitari, arrivano le linee guida. La Provincia dà 3 mesi all'Apss per predisporre l'Osservatorio del rischio e un piano di prevenzione

L'assessore Mario Tonina sulle linee di indirizzo per contrastare le aggressioni nelle strutture sanitarie: "E' nostro dovere intervenire con determinazione per assicurare agli operatori un ambiente di lavoro più sicuro, consapevoli che la qualità delle cure passa anche dalla serenità di chi le eroga"

TRENTO. Una risposta sistematica al fenomeno degli episodi di violenza all'interno della sanità trentina. Le aggressioni sono, purtroppo, in crescita anche nelle strutture del territorio e sono arrivate le linee di indirizzo per tutelare il personale. 

 

Il documento varato dalla Provincia riconosce il problema, ma introduce misure specifiche di prevenzione e gestione del rischio, tra cui il monitoraggio costante degli episodi di violenza, la valutazione delle condizioni di sicurezza nelle aree più esposte, come il pronto soccorso e servizi di salute mentale, e l’adozione di interventi strutturali e organizzativi mirati.

 

"E' nostro dovere intervenire con determinazione per assicurare agli operatori un ambiente di lavoro più sicuro, consapevoli che la qualità delle cure passa anche dalla serenità di chi le eroga", con queste parole l'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, commenta l'approvazione delle Linee di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza/aggressioni a danno degli operatori/professionisti che operano nelle strutture dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

Sono diversi i casi registrati in questi primi mesi del 2025 di personale aggredito durante il turno di servizio. Una grave situazione, sempre più ricorrente, che preoccupa i sindacati. Le parti sociali da tempo, infatti, chiedono interventi rapidi e strutturali per tutelare i dipendenti. L'assessorato aveva annunciato interventi e ora ci sono le linee di indirizzo.

 

"In questi ultimi anni - si spiega - l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha riservato particolare attenzione alle peculiarità dei pronto soccorso e delle postazioni di Continuità assistenziale, conducendo per tali contesti valutazioni di approfondimento specifiche anche a seguito di segnalazioni di agiti o tentati agiti, prendendo in considerazione aspetti strutturali, di layout e impiantistici, compresi i sistemi antintrusione; procedimento questo applicato anche presso le sedi in cui opera il personale afferente all’Area salute mentale (per esempio Spdc)".

 

L'atto deliberato dall'esecutivo ha l’obiettivo di dare una risposta sistematica al fenomeno degli episodi di violenza all’interno del settore Sanità provinciale, prevedendo anche attività di monitoraggio e analisi dei dati sulla violenza e la promozione di studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti a livello di organizzazione dei servizi sanitari.

 

Il compito affidato all'Azienda provinciale per i servizi sanitari è di costituire, nell'arco dei prossimi 3 mesi, il Centro di riferimento e di coordinamento – Osservatorio rischio aggressioni, coordinato dal Responsabile del servizio prevenzione e protezione dei rischi di Apss e predisporre il Piano per la Prevenzione degli atti di violenza nell’organizzazione sanitaria, quale integrazione del Documento di valutazione dei rischi.

 

I dati dell'Inail (aggiornati dal 31 dicembre 2022) fotografano una situazione difficile nelle corsie e nelle strutture ospedaliere e mettono purtroppo in luce un aumento dei casi di aggressione e violenza, verbale e sempre più spesso pure fisica, ai danni del personale sanitario. A livello nazionale sono state superate le 1.600 denunce ufficiali annue.

 

Circa il 10% degli infortuni occorsi a chi lavora in corsia, e certificati Inail, è riconducibile a una aggressione contro una media nel settore privato del 3%. A essere aggredite sono soprattutto le donne che rappresentano circa i 3/4 degli infortunati, in linea con la composizione per genere degli occupati nel settore. Violenze che, troppo spesso, sono ascrivibili a familiari o amici di un paziente.

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