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Sondrio
09 agosto | 10:02

Addio a 55 anni all'allevatore "ribelle" Alfio Sassella, stroncato da un terribile male. Il ricordo: "Ha creduto in un mondo che sembrava perduto: non ti dimenticheremo"

Il ricordo: "Con passione, sacrificio e coraggio ha creduto in un mondo che si credeva perduto: razze rustiche di montagna, sistemi di allevamento rispettosi dei ritmi naturali, conduzione dell’alpeggio in modo rigoroso e la meraviglia dell’ambiente alpino di cui Alfio si sentiva parte"

SONDRIO. Se n'è andato a soli 55 anni Alfio Sassella, noto allevatore di Talamona (in Provincia di Sondrio), stroncato da un terribile male che, purtroppo, ha avuto la meglio.

 

Un uomo conosciuto e stimato, custode dello Storico ribelle e del Bitto (formaggi presidio Slow Food), ricordato nelle scorse ore dai tantissimi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

 

 

"Addio Alfio - scrivono dalla pagina Facebook ufficiale dello "Storico Ribelle" -. È con grande commozione che salutiamo, troppo presto, il nostro Alfio Sassella, caricatore dell’Alpe Cavizzola. Membro fondatore del Consorzio di Salvaguardia del Bitto Storico, colonna portante da sempre del nostro gruppo di alpeggiatori".

 

E proseguono: "Alfio è sempre stato guida ed esempio per noi e per tutti i colleghi produttori, insieme alla splendida moglie Sonia, alla famiglia e ai collaboratori integerrimi interpreti della vera, storica cultura del Bitto. Con passione e dedizione, sacrificio e coraggio ha creduto in un mondo che si credeva perduto: razze rustiche di montagna, sistemi di allevamento rispettosi dei ritmi naturali, conduzione dell’alpeggio in modo rigoroso per rispettare in pieno la biodiversità del pascolo e la meraviglia dell’ambiente alpino di cui Alfio si sentiva parte".

 

"La nostra preghiera - concludono i colleghi e amici - è che dal suo esempio possano trarre forza Manuela, Michele e Sonia, i loro collaboratori, tutti i lavoratori della montagna, per proseguire a far vivere la tradizione di un formaggio che racchiude un mondo. Anche in onore del nostro Alfio".

 

A ricordarlo non soltanto i colleghi di "Storico Ribelle", ma anche gli allevatori di vacche della razza Bruna alpina: "Il mondo agricolo perde un grande protagonista e sostenitore della salvaguardia della razza. Un abbraccio alla famiglia, cercheremo di fare il possibile per stargli vicino ed essere di aiuto in questo momento di dolore. Alfio ha lottato come un leone con un grande male, è rimasto positivo fino all’ultimo con la voglia e la speranza di tornare nelle sue amate montagna: il suo ricordo rimarrà sempre con noi".

 

 

Non è mancato anche un post di Slow Food: "In altre giornate, di altre estati, Alfio Sassella sarebbe stato in malga, all’Alpe Cavizzola, a oltre 2000 metri di altitudine sulle Orobie. Si sarebbe alzato il mattino all’alba per mungere e per accudire gli animali, le sue vacche Brune – le Brune originali – gestite con il pascolo turnato come una volta, mentre la moglie Sonia avrebbe lavorato con grande sapienza il formaggio. Questo è il mestiere che Alfio ha fatto con passione ed eccellenza per tutta la vita".

 

 

"Era uno dei ribelli del Bitto - spiegano da Slow Food - il gruppo di produttori che vent’anni fa ha avviato la resistenza casearia in Valtellina, la rivolta dei sovversivi: 'Eravamo considerati così, solo perché volevamo che le vacche mangiassero erba', dice Paolo Ciapparelli, il loro leader storico. Il risultato fu la nascita di un’associazione e nel tempo la gestione collettiva di una casera di stagionatura, la banca del formaggio. La costruzione di un mito caseario.

Oggi tutti nel mondo sanno dov’è la Valgerola e conoscono l’esperienza collettiva del Presidio Storico ribelle, dalla quale tanti casari, malgari, traggono forza e ispirazione".

 

"Alfio se n’è andato, in un caldo agosto, nel pieno della stagione in malga che lui amava così tanto, in un momento in cui le ragioni delle sue battaglie purtroppo sono nuovamente in discussione, lasciando però una grande eredità alla sua famiglia, a sua moglie Sonia e ai giovanissimi figli Michele e Manuela. Alfio, ci dicono i suoi compagni ribelli, era il più vero tra i veri. Non lo dimenticheremo". 

 

I funerali del 55enne si sono svolti nella giornata di ieri, 8 agosto, nella chiesa parrocchiale di Talamona. 

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