Addio a Mbaye Diop, la comunità piange la morte del custode del palazzo: "Sembra di vederti ancora là con lo sguardo attento, e nel cuore la serenità di un bambino"
Custode del palazzo Eccheli-Baisi, la comunità piange la morte di Mbaye Diop. Il sindaco di Brentonico, Mauro Tonolli: "Una presenza discreta, attenta e sempre gentile, capace di dare valore anche ai gesti più semplici della quotidianità". Il commosso ricordo di Rosanna e della sezione locale del circolo Arci: "Una persona sensibile pronta ad aprirsi quando la gentilezza gli veniva incontro"

BRENTONICO. Enorme cordoglio a Brentonico e in Vallagarina per la morte di Mbaye Diop, custode di palazzo Eccheli-Baisi. Una scomparsa che colpisce tutta la comunità.
"Una notizia che ci addolora profondamente, commenta Mauro Tonolli, sindaco di Brentonico. "Ci ha lasciati il custode di Palazzo Baisi, una presenza discreta, attenta e sempre gentile, capace di dare valore anche ai gesti più semplici della quotidianità".
A nome dell’amministrazione comunale "esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia", aggiunge Tonolli. "Così come a tutti coloro che gli hanno voluto bene".
A piangere il custode di palazzo Baisi anche la sezione locale dell'Arci. "Da qualche mese era nel nostro gruppo. Avremmo dovuto presto andare in montagna".
Il circolo Ugo Winkler ricorda Diop con le commosse parole della collega Rosanna.
"E' sempre difficile trovare le parole per salutare una persona che non c'è più. Mi piace pensare che te ne sia andato mentre dormivi, sognando il viaggio che avresti dovuto fare a breve in Senegal, la tua terra. Ho avuto il privilegio di conoscerti un po' e di osservarti nel tuo lavoro di custode, avevi sempre l'occhio vigile. Ti preoccupavano i bambini nel giardino botanico, che è mio lavoro curare. Si sa che quando i bimbi sono in uno spazio verde non li tiene più nessuno. Ti ho ringraziato per questo, ma abbiamo anche capito insieme che una bella corsa sul prato non può fare poi così male. 'Giusto?'. 'Eh si', e sorridevi pure tu. Un giorno ti ho chiesto perché non ascoltassi un po' di musica, ti avrebbe fatto compagnia nei momenti vuoti. Mi hai dato la risposta più bella del mondo. 'Ho suonato tanto i miei tamburi, che il loro ritmo è dentro di me'. Voglio ricordarti così, una persona sensibile pronta ad aprirsi quando la gentilezza gli veniva incontro. E ora mentre lavoro alzo lo sguardo dal giardino e mi sembra di vederti ancora là con lo sguardo attento, e nel cuore la serenità di un bambino. Fai buon viaggio Mbaye".


















