"Era uno degli ultimi custodi di una tradizione secolare: quella della terra coltivata, dell’allevamento, del pascolo e del rapporto con il territorio"
La tragica morte di Diego Colpi, per tutti "Kemper" ha sconvolto Folgaria e tutta la Magnifica. Il commosso ricordo del sindaco Michael Rech: "Questa tragedia porta via una persona di grande classe e dignità, un volto amico, un lavoratore instancabile e un importante testimone della storia della nostra comunità"

FOLGARIA. E' un grandissimo lutto quello che ha investito la comunità di Folgaria: l'improvvisa scomparsa di Diego Colpi, per tutti "Kemper" (Qui articolo), ha sconvolto la Magnifica.
L'84enne, agricoltore e allevatore in pensione, ma sempre attivo nella cura delle sue proprietà, ha perso la vita in un tragico incidente avvenuto proprio mentre, alla guida di una piccola ruspa, stava effettuando alcuni lavori in un prato, a pochi passi dalla statale 350 e dall'abitato di Folgaria.
Commosso è il ricordo del sindaco di Folgaria, Michael Rech, che lo aveva sentito al telefono pochi giorni fa e con il quale avrebbe dovuto incontrarsi a breve: il Diego "Kemper" era un custode del territorio e delle tradizioni agricole.
"Una tragedia ha profondamente scosso questa mattina la comunità di Folgaria. Ci ha lasciati Diego Colpi, da tutti conosciuto con il soprannome di “Kemper”, storico agricoltore e allevatore del nostro territorio - scrive in una nota ufficiale il primo cittadino del comune dell'Altopiano -. A nome dell’Amministrazione comunale e della Magnifica Comunità di Folgaria, mi stringo con commozione alla sua famiglia, ricordando uno degli ultimi autentici custodi della tradizione agricola alpina e dell’identità rurale della nostra montagna".
Volto conosciutissimo e stimato all'interno della comunità, era una persona di rara gentilezza, che amava visceralmente far parte della propria comunità.
"Diego, classe 1942, era una persona conosciuta, rispettata e stimata da tutta la comunità - prosegue Rech -. Un uomo d'altri tempi che, nonostante il profondo cambiamento della società e del nostro territorio, non aveva mai smarrito il rispetto per gli altri, la cortesia, l’amore per il proprio lavoro e il legame con le proprie origini. Era una di quelle persone che, incontrando il Sindaco, sollevavano il cappello in segno di saluto; una di quelle persone che la domenica indossavano il vestito migliore per andare in chiesa o per partecipare a una ricorrenza della comunità. Gesti semplici, ma capaci di raccontare un mondo fatto di educazione, dignità e rispetto per le istituzioni e per gli altri. Dovendo pensare a un volto capace di rappresentare l’essere folgaretani, tra i primi mi viene certamente in mente quello del Kemper".
Il sindaco racconta che, a breve, avrebbe dovuto incontrarsi. Si erano visti poche settimane fa e la sua presenza, ad un'assemblea della famiglia Cooperativa, a testimonianza del suo enorme senso di appartenenza.
"Proprio in questi giorni avremmo dovuto incontrarci in Comune - aggiunge il primo cittadino - per approfondire alcune questioni riguardanti le sue proprietà. Poco più di un mese fa ci eravamo invece visti a Vattaro, in occasione dell’assemblea della Famiglia Cooperativa. Mi aveva colpito e, in un certo senso, stupito trovarlo lì, lontano da Folgaria e dopo cena, presente con la consueta attenzione a un appuntamento della vita cooperativa. Anche questo piccolo episodio racconta bene il suo senso di responsabilità e quel particolare modo di vivere la comunità che potremmo definire il “diritto di sentirsi in dovere”: non un obbligo imposto, ma la libera scelta di partecipare, esserci, interessarsi e contribuire. Un principio profondamente legato alla storia dell’Autonomia trentina e alla tradizione cooperativa ispirata da don Lorenzo Guetti, fondata sulla responsabilità personale, sulla solidarietà e sull’impegno verso la propria comunità. La sua è stata una vita profondamente legata all’agricoltura e all’allevamento, al lavoro quotidiano, alla cura del territorio e alla salvaguardia delle tradizioni. Era fortemente legato alla propria appartenenza a Folgaria e non mancava di partecipare, spesso in prima fila, agli appuntamenti istituzionali e alle assemblee nelle quali si discuteva del futuro della nostra comunità".
Strenuo difensore della terra agricola, si era opposto all'esproprio dei terreni per la realizzazione della funivia. La tragedia ha privato Folgaria di "un volto amico, un lavoratore instancabile, un importante testimone della storia della nostra comunità".
"Diego è stato anche un convinto difensore della terra agricola - conclude il sindaco di Folgaria -, spesso oggetto di confronto con lo sviluppo del turismo moderno. Ricordo quando, insieme a Enrico Leitempergher, anch’egli storico agricoltore di Folgaria, classe 1940, espresse con fermezza e grande dignità la propria contrarietà all’ipotesi di esproprio dei terreni per la realizzazione dell’impianto Folgaria - Francolini. Non si trattava di una contrarietà preconcetta o banale, ma della voce degli ultimi custodi di una tradizione secolare: quella della terra coltivata, dell’allevamento, del pascolo e di un rapporto con il territorio costruito attraverso generazioni di lavoro e sacrificio. Questa tragedia porta via una persona di grande classe e dignità, un volto amico, un lavoratore instancabile e un importante testimone della storia della nostra comunità. Un sincero ringraziamento va alle forze di soccorso e alle forze dell’ordine intervenute. Alla famiglia di Diego Colpi “Kemper” giunga la vicinanza più sincera e fraterna dell’intera comunità di Folgaria".


















