"Angoscia, solitudine e sofferenze profonde: l'altra faccia del Natale" la psicologa Martina Segatta: "Non bisogna aver paura di chiedere aiuto, ecco cosa fare se si è in difficoltà"
Nei giorni di Natale sembra scontato "essere felici a tutti i costi", ma spesso non è così e chi è vulnerabile a livello emotivo può trovarsi a vivere un momento complicato. La psicologa Martina Segatta: "Questa fase può trasformarsi in un periodo di resilienza e anche una preziosa occasione per chiedere aiuto e cercare ascolto"

TRENTO. Se c'è un periodo in cui sembrerebbe semplice, e magari scontato, essere "felici a tutti i costi" è proprio quello di Natale. Purtroppo però, non sempre è così. Dietro a pensieri e chiamate di auguri, alle tavole imbandite e alle luminarie, si possono infatti celare situazioni difficili per chi è più fragile, o per chi attraversa una fase marcata da sofferenze interiori e disagi.
A porre la lente su questa realtà, spesso dai più ignorata, è la psicologa e psicoterapeuta Martina Segatta, referente del progetto "Invito Alla Vita" dell'associazione A.M.A. che, grazie al lavoro di molti volontari, offre un servizio telefonico (tutti i giorni dalle 7 del mattino all'1 di notte) per accogliere le sofferenze, o il bisogno di essere ascoltate, delle persone che attraversano un momento difficile, oppure che semplicemente si sentono sole.
"Seppur le festività rappresentino un momento delicato per chi è in difficoltà – inizia a spiegare Segatta – questi giorni possono anche rappresentare un periodo caratterizzato dalla resilienza, ma anche una preziosa occasione per chiedere aiuto e, perché no, cercare ascolto. Nel periodo di Natale, dietro alle luci scintillanti, è possibile che si nascondano sofferenze profonde e questo anche in virtù delle aspettative nei confronti di un momento in cui tutto sembra dover essere perfetto: questo però non è vero, e a tutti può capitare di essere vulnerabili a livello emotivo".
La psicoterapeuta spiega come infatti certi pensieri siano assolutamente "normali" e come possano interessare chiunque, magari amplificandosi in chi attraversa fasi di vita particolarmente difficili, con il"senso di solitudine che può sfociare anche in angoscia e disperazione".
Ad essere rimarcato è come sia però importante parlarne, e aver la forza di chiedere aiuto. "Questo – spiega – vincendo lo stigma e comprendendo che non sempre si può farcela da soli. Le fonti di supporto sono poi molteplici: dai parenti alle persone in cui riponiamo fiducia, fino alle linee telefoniche di ascolto e naturalmente associazioni e servizi specialistici e professionali".
Ma quali sono i principali segnali, e campanelli d'allarme, a cui prestare attenzione? Questa attenzione, osserva Segatta, riguarda anche e soprattutto le persone che possono entrare in contatto con qualcuno che potenzialmente attraversa un momento di vulnerabilità.
"Tra i segnali di difficoltà spiccano sicuramente l'isolamento sociale, i cambiamenti nel tono dell'umore e, sembrerà scontato, anche l'esprimere verbalmente il proprio disagio" specifica la psicologa e psicoterapeuta, che prosegue: "Non va sottovalutato neppure il sopraggiungere di apatia, e il non provare più piacere in quelle cose che prima ci piacevano, ma anche il non trovare più un senso o uno scopo nella vita, assieme all'assenza di speranza e di una visione per il futuro".
C'è però un altro segnale, spiega Segatta, da non trascurare e che può riguardare proprio questi giorni di Natale: "Il fatto di regalare qualcosa di molto caro ad un'altra persona, quasi come a volerlo affidare in custodia, proprio alla luce del proprio disagio". In questi casi, viene specificato, è fondamentale "non ignorare la sofferenza delle persone a noi vicine, e anche un semplice 'Come stai?' o un pensiero di vicinanza è importante, ponendosi sempre in modo non giudicante e senza la pretesa di fornire soluzioni concrete ai problemi".
Ma come funziona la linea telefonica offerta da A.M.A? Il numero da contattare è 800-061650 ed il servizio è gratuito e soprattutto anonimo. "Non si deve aver paura di comporre il numero – osserva Segatta – e quando ci si sente soli, o si vive un momento di disagio, entrare in contatto con qualcuno capace di ascoltarci può avere un impatto positivo e profondo".
Entrando nello specifico, chiediamo alla referente del servizio di spiegarci cosa succede quando si contatta il servizio "Invito alla vita".
"Il proprio numero non viene mai registrato – spiega Segatta – e non serve neanche dire il proprio nome: l'anonimato, per essere chiari, è sempre garantito. Si può parlare di qualsiasi problema, ma anche solo rimanere in compagnia di volontari formati per condividere le difficoltà che si attraversano. Il servizio offre un ascolto privo di giudizio ed empatico e si possono anche ricevere informazioni su servizi a cui eventualmente rivolgersi. Oltre alla linea telefonica. va sottolineato, è possibile anche richiedere un colloquio in presenza per ricevere ascolto e assistenza".
Parlando del servizio, Martina Segatta lancia infine un "appello" a chiunque volesse mettersi in gioco per diventare volontario della linea di ascolto. "Chiunque può dare il suo contributo – chiosa – e ad inizio 2026 organizzeremo un nuovo corso per i volontari della linea, l'invito è quindi quello a contattarci".












