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Trento
17 aprile | 16:01

Caccia, dal cervo al camoscio fino al tordo sassello: ecco quando partirà la stagione venatoria in Trentino

La Giunta provinciale ha approvato, con due distinte delibere, il calendario venatorio e altre prescrizioni tecniche per l'attività dei cacciatori sul territorio provinciale: ecco tutti i dettagli per la stagione di caccia 2025-2026

Caccia, dal cervo al camoscio fino al tordo sassello: ecco quando partirà la stagione venatoria in Trentino

TRENTO. Dai caprioli alle ghiandaie, dai cervi ai camosci: ecco quando partirà la stagione venatoria 2025-2026 per le varie specie in Trentino. A stabilirlo è la Provincia dopo l'approvazione, da parte della Giunta, di due distinte delibere per definire il calendario venatorio e “altre prescrizioni tecniche per l'attività dei cacciatori sul territorio provinciale”.

 

“Il primo dei due provvedimenti – scrive la Pat – definisce in dettaglio le limitazioni riguardanti le specie cacciabili, i periodi, le giornate e gli orari consentiti, tenendo conto delle specifiche fasi biologiche che caratterizzano le diverse specie animali selvatiche. Entrambi i documenti, nella loro versione preliminare, sono stati preventivamente sottoposti all'esame dell'Osservatorio faunistico provinciale, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell'Associazione cacciatori trentini, in qualità di ente gestore della caccia”.

 

Nello specifico: “La caccia apre il 7 settembre per capriolo e cervo, oltre che per cornacchia grigia e nera, ghiandaia e merlo, mentre a partire dal 21 settembre si potranno cacciare beccaccia, cesena (fino al 31 gennaio), quaglia e tordo sassello. Il 16 agosto è programmato il via libera all'attività per quanto riguarda camoscio e muflone. Infine, il primo ottobre è consentito l'abbattimento del fagiano di monte”.

 

Le autorità ricordano che la disciplina della caccia impone il “silenzio venatorio” nei giorni di martedì e venerdì. È inoltre vietato esercitare l'attività di domenica nei mesi di maggio, giugno e agosto: “Queste e altre regole della caccia, non si applicano invece all'attività di controllo, prevista dalla legge, regime a cui sono sottoposte alcune specie come il cinghiale. Quest'ultimo, infatti, è oggetto di un piano di controllo specifico, attivo da diversi anni e finalizzato al contenimento della diffusione della peste suina africana”.

 

Infine, conclude la Pat: “Si segnala l'obbligo, per chiunque abbatta, catturi o rinvenga uccelli inanellati, di darne comunicazione all'Ispra tramite apposita mail. Gli anelli, applicati alle zampe degli uccelli nell'ambito di progetti scientifici, consentono di monitorare le rotte migratorie e le capacità di spostamento delle diverse specie ed è dunque importante tenere traccia dei diversi eventi per la raccolta dei dati”.

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