Cagnolone muore tra atroci agonie, aveva ingerito un boccone avvelenato: bonificata un'area di 1.000 metri quadri con diverse esche killer
Il nucleo di Ponte di Legno con i carabinieri forestali di Dervio e il cane ''Senna'' sono intervenuti sopra la frazione di Temù a due passi da Ponte di Legno e dal Parco Adamello Brenta

TEMU'. E' morto a seguito di avvelenamento tra atroci sofferenza un povero cagnolone vittima della crudeltà e della vigliaccheria degli uomini. E così sono scattati i controlli e le bonifiche del territorio e i carabinieri hanno trovato diverse esche killer, dei bocconi avvelenati con una sostanza tossica anticoagulante utilizzata nei topicidi.
A darne notizia direttamente i carabinieri forestali. In campo l’unità cinofila antiveleno con il cane “Senna”. I carabinieri forestali del Nucleo di Ponte di Legno congiuntamente all’unità cinofila antiveleno del Nucleo carabinieri forestale di Dervio (LC) hanno perlustrato e bonificato un’area di circa 1000 metri quadri in località Villa Dalegno nel comune di Temù. Di fatto ci troviamo a due passi dal Parco Adamello Brenta. Villa Dalegno è al confine con Ponte di Legno ed è posta a quota 1376 metri di altezza. All'ingresso del paese il cartello ''Attenzione rallentare qui a Villa Dalegno i bambini giocano in strada''.
''L’attività - spiegano i militari dell'arma - si è resa necessaria in quanto nella zona è stata accertata la morte di un cane a seguito di avvelenamento. Gli accertamenti condotti dai veterinari dell’A.T.S. della Montagna e dall’Istituto zooprofilattico sulle esche rinvenute hanno appurato che nei bocconi era presente una sostanza tossica anticoagulante utilizzata nei topicidi. Un triste fenomeno oltre che una pratica illegale e pericolosa, i bocconi avvelenati mettono a rischio la vita di tutti gli animali senza distinzione, dalla fauna selvatica agli animali domestici''.
Proseguono gli accertamenti dei carabinieri forestali volti a contrastare il fenomeno che è punito penalmente e per cui vige un’ordinanza del Ministero della Salute recentemente prorogata che vieta l’uso e la detenzione di esche o bocconi avvelenati che rappresentano un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, ed è anche alla base della contaminazione ambientale e dei danni al patrimonio faunistico e delle specie in via d'estinzione.


















