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| 08 set 2025 | 09:59

C'è l'avvocato trentino Canestrini a difendere l'ucraino accusato di aver sabotato Nord Stream: "Rispettare regole dello Stato di diritto"

La Germania, vittima principale del sabotaggio Nord Stream, ha chiesto il trasferimento dell'ex militare 49enne ucraino (oggi in custodia cautelare in Italia) per poterlo processare: a rappresentare la difesa dell'uomo in questo complesso caso internazionale c'è l'avvocato roveretano Nicola Canestrini

BOLOGNA. Sembra una vicenda uscita da un film di spionaggio, e invece è un caso internazionale che si intreccia anche con l’Italia e con il Trentino: protagonista, colui che è ritenuto dalle autorità investigative (salva la presunzione di innocenza) essere uno dei grandi “sabotatori” mondiali, quel Serhii Kuznietsov 49enne ex militare ucraino accusato di aver manomesso il gasdotto Nord Stream nel settembre 2022 e arrestato qualche settimana fa a Rimini mentre si trovava in vacanza con la famiglia.

 

L’attacco al Nord Stream, “autostrada” cruciale per il trasporto di gas russo verso l’Europa, aveva sconvolto i mercati energetici globali e alimentato ulteriori tensioni geopolitiche tra due Paesi in guerra come Russia e Ucraina, ma anche chi fu pesantemente danneggiato dall’assenza di rifornimento.

 

Torniamo all’attualità: a distanza di quasi 3 anni da quei fatti la Germania, vittima principale di quel sabotaggio, ha chiesto il trasferimento di Kuznietsov per poterlo processare.

 

Ma la Corte d’appello di Bologna ha fatto slittare questa decisione a domani, martedì 9 settembre: i giudici hanno infatti accolto l’istanza della difesa, e la procura generale ha sollecitato ulteriori approfondimenti spingendo così al rinvio della decisione.

 

Difesa: ecco dove spunta l’elemento “trentino” della vicenda. A rappresentare la difesa di Serhii Kuznietsov infatti c’è l’avvocato roveretano Nicola Canestrini, avvocato penalista e specialista di diritto penale sovranazionale: “Il rinvio al 9 settembre? Abbiamo fatto il nostro lavoro – spiega a il Dolomiti -: la qualità della giustizia non si verifica sulla sua velocità, ma sul rispetto dei diritti. Ecco la cosa più importante da sottolineare: il rispetto dei diritti fondamentali non è mai negoziabile, neppure davanti a un mandato d’arresto europeo”.

 

La difesa sostiene che le accuse della magistratura tedesca riguarderebbero "atti militari compiuti in tempo di guerra" e dunque coperti da immunità funzionale, o “principio di bandiera”. “È il fulcro dell’intero procedimento – riprende Canestrini -, il mio assistito nega ogni coinvolgimento nell’operazione di sabotaggio ma non risponderà a domande riferite al suo servizio come militare. Vale la pena di ricordare che i fatti a cui ci si riferisce rientrano in un quadro di guerra e si tratta di operazioni belliche legittime secondo la convenzione di Ginevra. E l’immunità funzionale fa parte del diritto consuetudinario internazionale, una prassi talmente sedimentata che è più ‘forte’ della stessa sovranità degli Stati”.

 

Secondo Canestrini, inoltre, sussistono seri rischi di violazione dei diritti fondamentali di Kuznietsov in caso di consegna alle autorità tedesche: dell’elenco fanno parte una possibile esposizione a un processo non equo, la mancanza di garanzie effettive di difesa e il rischio di un uso politico del procedimento, collegato alla delicata cornice internazionale della vicenda Nord Stream.

 

“Ad esempio evidenzio il fatto che, al momento, gli atti delle autorità tedesche sono stati negati all’indagato, perché è previsto che solo chi viene arrestato in Germania ne abbia diritto: e inoltre – conclude Canestrini – va sempre sollevata, e lo abbiamo fatto, la necessità di verifica delle condizioni di detenzione negli istituti tedeschi”.

 

E così ora si attende la decisione della Corte bolognese mentre Kuznietsov rimane in custodia cautelare: non è difficile prevedere che tra rinvii e ricorsi, ci sia da aspettare qualche settimana prima del prossimo “turning point” di una storia, in fondo, tutt’altro che cinematografica. Semplicemente, molto reale.

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