Cinquanta candeline per Aido Belluno, molte le attività sul territorio ma c’è "fame" di volontari attivi. Dalle Mulle: “Focus sulla comunicazione per coinvolgere i giovani”
Aido Belluno ha festeggiato i suoi primi 50 anni, nata l’11 maggio 1975, la sezione bellunese dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule ha celebrato la ricorrenza con un fine settimana ricco di eventi. Negli anni sono calati i volontari attivi, nonostante fortunatamente crescano allo stesso tempo le adesioni. Per il futuro, in programma incontri sul dono e il volontariato

BELLUNO. Aido Belluno ha festeggiato i suoi primi 50 anni. Nata l’11 maggio 1975, la sezione bellunese dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule ha celebrato la ricorrenza con un fine settimana ricco di eventi. Numerose le iscrizioni in tutto il Veneto, ma negli anni sono calati i volontari soprattutto nelle zone alte: “Mancano persone che abbiano voglia di portare avanti la missione di Aido. Tuttavia proseguiamo il nostro impegno su tutta la provincia e abbiamo già alcuni importanti eventi in programma”, racconta a il Dolomiti il presidente Mirko Dalle Mulle.
Per la ricorrenza, sono state ospiti di Aido Belluno tutte le sezioni provinciali del Veneto, riunitesi nell’assemblea intermedia ordinaria che si è tenuta presso il Centro servizi per il volontariato. Era presente anche Flavia Petrin, presidentessa nazionale dell’associazione.
“Dall’incontro è emerso che Aido è molto attiva su tutto il territorio regionale. I dati sono positivi - prosegue Dalle Mulle - perché in Veneto l’adesione alla volontà di donazione di organi, tessuti e cellule è sopra la media nazionale. Il dato più importante riguarda però forse l’attività nelle scuole: abbiamo infatti coinvolto circa 20 mila studenti nel 2024, con incontri dedicati ai temi di cui ci occupiamo. Inoltre, tengo a sottolineare la collaborazione con il Centro regionale trapianti, soprattutto per la sinergia nel voler migliorare la comunicazione sul progetto ‘Una scelta in comune’, cioè la possibilità di dichiarare la propria volontà alla donazione al momento del rinnovo della carta di identità. Sicuramente sarà necessario intervenire ulteriormente sulla formazione degli operatori comunali, perché non c’è ancora uniformità nella gestione degli utenti e delle loro domande sul tema. Nel Bellunese abbiamo comunque una cinquantina di comuni attivi, che sono già stati coinvolti o lo saranno nel 2025-26 nella formazione del personale e nella distribuzione di ulteriore materiale informativo presso gli uffici anagrafe”.
All’assemblea sono seguiti il concerto presso la chiesa di Santo Stefano di Belluno con la Corale di Limana e il coro San Giorgio. “La presenza è stata molto buona, nonostante fosse un sabato sera: alle 20.30 la chiesa era piena, anche con la presenza di alcune autorità del comune di Belluno e questo ci fa onore. Sono molto soddisfatto - commenta - e così lo sono stati i nostri volontari, che vedono anche in questo modo ripagato il loro impegno. Domenica mattina c’è stata poi la messa celebrativa al Santuario in Nevegal, anch’essa con una buona partecipazione, cui è seguito il pranzo sociale. Abbiamo approfittato per omaggiare una volta di più Aldo Coronati, che ha fondato Aido nazionale nel 1973, poi Aido Belluno nel 1975 e ha ricevuto la medaglia al valore nazionale da Sandro Pertini”.
Nonostante il calo di consensi alla donazione registrato a livello nazionale, le iscrizioni ad Aido vanno bene: in Veneto superano le 225 mila, di cui 6 mila nel Bellunese. “Negli anni non è stato facile gestire una sessione così estesa per quelli che ci hanno preceduto. Fino agli anni Novanta - spiega Dalle Mulle - avevamo circa 15 sezioni comunali che lavoravano uniformemente tutto il territorio, dalla Valbelluna all’Agordino, Cadore e Alpago. Poi, le persone disponibili attivamente si sono ridotte fino a mantenere solo il nucleo attuale, che copre sostanzialmente la Valbelluna. Certamente andiamo anche nella parte alta della provincia quando c’è richiesta, con iniziative durante l’anno di varia natura: tuttavia siamo sempre alla ricerca di volontari attivi, perché è difficile gestire soprattutto la comunicazione. Fortunatamente, abbiamo comunque tanti contatti locali come farmacisti, medici e altre associazioni che ci conoscono e ci ospitano”.
Quali prospettive per il futuro? “Ora siamo fermi un paio di settimane, poi riprenderemo con un consiglio direttivo per alcune tappe estive. La prima sarà la partecipazione alla Magnalonga a Valmorel, cui seguirà ad agosto un incontro durante la festa di Limana con l’intervento di una coppia di genitori che ha donato gli organi del figlio. Da settembre ci saranno poi incontri di informazione per la popolazione sulle malattie renali e sul volontariato, un tema sempre molto sentito in provincia. Sarà interessante sentire le esperienze di persone da fuori, che lavorano sul fronte della comunicazione: ci focalizzeremo molto sul saper comunicare il dono, con la partecipazione in particolare di Fondazione Banca degli occhi. Infine, verso fine novembre ci saranno il concerto e la cena di fine anno”, conclude.
Nel frattempo, continua ovviamente l’impegno ordinario dell'associazione, soprattutto presso le scuole del Bellunese e la partecipazione a manifestazioni di vario tipo nelle piazze del territorio per accrescere la consapevolezza verso la sempre più importante scelta di donare.












