Contenuto sponsorizzato
Belluno
10 aprile | 15:27

Donazione di organi: Belluno prima provincia veneta per consensi, ma crescono i no. Aido: “Complici la poca informazione e la sfiducia verso il sistema sanitario”

Il Centro nazionale trapianti ha rilasciato i dati sul consenso degli italiani alla donazione: nonostante i numeri positivi, si registra un aumento delle opposizioni anche in provincia. Il presidente Aido Belluno Mirko Dalle Mulle: “C’è ancora molto da fare a livello di informazione sia nei Comuni sia tra la popolazione. E la sfiducia verso la sanità, cresciuta dopo il Covid, colpisce anche il settore trapianti"

BELLUNO. In vista della Giornata nazionale della donazione e trapianto di organi e tessuti, il Centro nazionale trapianti ha rilasciato i dati sul consenso alla donazione. Nonostante i numeri positivi, si registra un aumento delle opposizioni, che non risparmia la nostra provincia. A commentare i dati è Mirko Dalle Mulle, presidente di Aido Belluno (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule). “Resta ancora molto da fare - afferma a Il Dolomiti - a livello di informazione sia nei Comuni che tra la popolazione”.

 

In Italia, ad oggi, su 22,3 milioni di dichiarazioni depositate al Sistema informativo trapianti 15,5 milioni sono di consenso alla donazione e 6,8 milioni di opposizione. Tuttavia, nel primo trimestre di quest'anno i "no" sono saliti del +3,4% rispetto al 2024, mentre le astensioni sono diminuite dello 0,6%.

 

A livello provinciale, invece, su 71.066 dichiarazioni registrate presso i Comuni aderenti, il 76,8% è di consenso alla donazione (54.552 contro 16.514 opposizioni) - la percentuale più alta tra le Province del Veneto - cui si aggiungono 5.873 iscrizioni Aido. Tra i Comuni che hanno aderito al progetto “Una scelta in Comune” i più virtuosi sono Alleghe (95,2%), Vallada Agordina (92,4%) e Chies d’Alpago e Lorenzago di Cadore (89,3%). Nel capoluogo, la percentuale di consensi si attesta al 73,8%.

 

Sul lungo periodo, tuttavia, i dati registrano anche da noi un calo: sempre per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate in Comune, negli ultimi anni la percentuale delle opposizioni è salita dal 24,5% del 2022 al 29% del 2024 (al momento, per il 2025 siamo al 30%), con un parallelo calo dei consensi.

 

Come commenta questi dati?

 

“Abbiamo seguito il progetto “Una scelta in Comune” fin dall’inizio e Belluno è stato uno dei Comuni pilota. Da allora vi hanno aderito parecchi Comuni bellunesi e ad oggi ne restano circa una decina. Come associazione siamo contenti dei dati, perché rispecchiano in maniera più positiva rispetto al territorio regionale e nazionale la volontà di donare, ma resta molto da fare.

 

Innanzitutto i territori hanno bisogno, anche da parte nostra, di maggiori attività di informazione, in modo che il cittadino arrivi al momento del rinnovo della carta di identità in Comune con una conoscenza maggiore. A volte, infatti, negli uffici non c’è materiale informativo sufficiente e non sempre l’ufficiale dell’anagrafe è formato, perché i momenti di formazione fatti dal Centro regionale trapianti non avvengono in maniera uniforme sul territorio, per cui potrebbe capitare che l’ufficiale sia nel frattempo cambiato o non abbia avuto la possibilità di parteciparvi. Il rischio è che il cittadino non riceva risposte adeguate, con il pericolo che faccia una scelta non adeguata perché espressa in mancanza di informazioni. Anche semplicemente sapere che c’è la possibilità di non esprimersi e farlo in un secondo momento è importante, così da avere tempo di informarsi”.

 

Cosa implica la non scelta?

 

“La non scelta è un momento di pausa e riflessione che il cittadino si prende per non fare la scelta sbagliata. Si tratta infatti di prendere in vita una decisione per non lasciarla dopo la morte ai nostri cari, quando potrebbe essere ancora più difficile e dolorosa.

 

Chiaramente la possibilità di donare è poi legata alle condizioni mediche post mortem e al giudizio dei medici, ma nel momento in cui c’è la segnalazione di un possibile donatore è sempre chiesto il parere alla famiglia. Può infatti capitare che la persona in un momento particolare della propria vita abbia detto di no ma, parlandone con i familiari, abbia espresso una volontà diversa.

 

E questo ci porta alla seconda necessità di “informazione”: parlarne in famiglia. La normativa italiana, nonostante abbia promosso la raccolta delle manifestazioni di volontà, prevede comunque che la famiglia abbia l’ultima parola e capita che cambi la decisione della persona perché non se n’è mai parlato. L’argomento purtroppo rimane un tabù: potremmo quasi dire che è più facile discutere dell’eredità finanziaria piuttosto che della donazione di organi”.

 

Condivide la preoccupazione del Centro nazionale trapianti rispetto alla crescita delle opposizioni?

 

“Condividiamo l’allarme perché tale crescita deriva soprattutto da cattiva informazione. Purtroppo è più facile credere alla notizia di una persona cui sono stati tolti gli organi quand’era in vita piuttosto che alla bontà del Sistema nazionale trapianti. Mi è capitato di scontrarmi con chi sosteneva che le persone non sono morte quando vengono prelevati gli organi. Non essendo medici, si fatica a capire la morte cerebrale e, forse a causa di un antico retaggio, si ritiene che la morte sopraggiunga solo quando il cuore cessa di battere.

 

A ciò si aggiunge la diminuzione della fiducia verso la struttura sanitaria, che va anche a colpire il settore trapianti, arrivando magari a credere che per salvare una persona ne fanno morire un’altra. Sono discorsi sbagliati, perché il sistema italiano ed europeo è all’avanguardia non solo rispetto alle metodologie scientifiche, ma anche a quelle etiche: il rispetto e l’attenzione rivolti al donatore e alla famiglia non ci sono in altri Paesi del mondo.

 

Bisogna quindi insistere sull’informazione, mettendo la popolazione nelle condizioni di scegliere consapevolmente, perché dall’altra parte ci sono persone che possono essere salvate o la cui vita, come nel caso di cornee e tessuti, può migliorare”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 maggio | 20:31
Nella nuova puntata della rubrica "Sarò Franco" la storica voce Rai, Franco Bragagna, spazia tra il Roland Garros e il ricordo di Remo Minati
altra montagna
| 18 maggio | 18:00
"Questa volta la neve ci ha fregato, doveva arrivare dai 1600 metri invece era coperto già a 1200". La transumanza per la stagione estiva in [...]
Cronaca
| 18 maggio | 18:15
In un capannone sta prendendo forma il progetto dei due giovani: si chiama VanLife e loro sono Matteo e Leonardo, 25 e 26 anni. [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato