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Belluno
01 ottobre | 10:33

Confindustria Giovani: il nuovo presidente è Michele Da Rold. “Punto sulla formazione degli imprenditori: fondamentale capire cosa cercano le nuove generazioni”

È Michele Da Rold, classe 1987, il nuovo presidente del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti per il prossimo biennio: al centro del mandato la formazione degli imprenditori, compresa la necessità di far emergere esigenze e potenzialità delle nuove generazioni nel ricambio generazionale

di Sandy Fiabane

BELLUNO. È Michele Da Rold, classe 1987, il nuovo presidente del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti per il prossimo biennio. “Tra le nostre linee guida ci saranno innovazione, cultura d’impresa e leadership. Le prime due fanno già parte del nostro modo di essere, mentre io sento sicuramente un po’ più mia la parte di leadership e la necessità di fare formazione per la nuova generazione di imprenditori” afferma.

 

Imprenditore bellunese, Da Rold ha alle spalle studi di archeologia. Attualmente è vicepresidente dell’agenzia di marketing Larin, co-fondatore di AmuseApp, nata dalla sua passione per la cultura, e tra i coordinatori di TedX Belluno. Sette le persone che lo affiancheranno nel direttivo dell’associazione: Thomas Matthias Nicolussi Moz Chelle (Bauunternehmung Srl) in qualità di vicepresidente, Alessandra Agostini (Agma Arredo Inox Professionale Srl), Luca Anselmi (Dolobot Srl), Saverio Calvi (Franco Lavina costruzioni Srl), Pietro Fedon (Cool Net Srl), Denis Nicolussi Moz Chelle (Bauunternehmung Srl) e Margherita Vascellari (Sicet Srl).

 

“Un anno fa – spiega – diventare presidente non era tra le mie ambizioni, ma dopo il lavoro alla vicepresidenza ho capito di voler aiutare una nuova generazione a fare impresa. Personalmente non provengo da una famiglia di imprenditori, ma ho trovato in Larin un terreno fertile e in Confindustria un acceleratore di relazioni e confronto. Questo mi ha spinto a candidarmi per restituire quello che avevo ricevuto, mettendo al centro la costruzione della leadership”.

 

Finora l’associazione ha infatti puntato soprattutto su innovazione e cultura d’impresa, come spiega la presidente uscente Margherita Vascellari. “Durante il mio mandato – afferma - abbiamo realizzato eventi su come orientarsi al futuro e dialogato con le scuole per raccontare ai giovani le aziende del territorio. Abbiamo inoltre reso gli AperiCEO più itineranti, andando a trovare imprenditori under 30 e realtà consolidate per conoscere il loro contesto aziendale. Ora, come ha detto Michele, un ottimo spunto su cui lavorare è la formazione e il sensibilizzare sull’importanza di far parte dell'associazione, che permette di costruire connessioni, conoscenze e contatti e dunque di crescere più velocemente”.

 

Molti inoltre i viaggi fatti dai giovani imprenditori in questi anni, in particolare a Parigi e nella Silicon Valley, per capire in che direzione sta andando il mondo: un bagaglio da mettere a frutto, “tornando a fare formazione – prosegue Da Rold - sui noi stessi per prepararci ai prossimi anni, dalle Olimpiadi in avanti”.

 

Dal passaggio generazionale ai nuovi imprenditori: il futuro dei giovani

 

Come nei programmi della stessa Confindustria, la formazione va dunque al centro (qui l’intervista). Una certezza condivisa anche dal gruppo Giovani è sicuramente il bisogno di nuove imprese in provincia. “Dobbiamo anzitutto affrontare il tema del passaggio generazionale: tra le cose che abbiamo riscontrato nel territorio – osserva Da Rold – è la difficoltà dei padri a riconoscere determinate caratteristiche nel figlio/a. Se infatti gli imprenditori non vedono i figli come loro stessi, non sono portati a delegare per cui bisogna far capire quello che le nuove generazioni cercano e che non necessariamente corrisponde alla visione delle precedenti”.

 

“I giovani – aggiunge Vascellari - hanno voglia di partire con progetti nuovi, start up e idee un tempo non concepite perché si pensava che fare imprenditoria fosse solo aprire un sito produttivo. Oggi invece si può fare impresa in modi diversi e il passaggio generazionale diventa complesso perché si tende a volere un successore che sia un piccolo clone di se stessi: questo non può più succedere, perciò serve consapevolezza che i figli sono destinati a portare innovazione nelle aziende” (qui la posizione di Confartigianato).

 

“Infine, si fatica anche a capire – conclude Da Rold - il tempo che una persona vuole stare in azienda. La maggior parte lascia infatti dopo un certo periodo per cambiare e acquisire nuove competenze”. Da qui la necessità posta dai giovani imprenditori di offrire opportunità attraverso le Academy interne: nella loro visione, le aziende devono cioè offrire formazione nella consapevolezza che il ricambio rimane frequente e che non rappresenta un male. Bisogna però esserne consapevoli e adattarsi.

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