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Bolzano
17 maggio | 22:31

Corrado Augias attacca Sinner: "Un italiano riluttante" che parla "un italiano stentato". Risponde Kompatscher: "No a patenti d'italianità per chi è diverso dallo stereotipo"

"Mi inquieta, infatti, vedere che ancora oggi non siamo paghi dell'insegnamento che il concetto del popolo unico, di una monolitica identità nazionale, è ciò che ha contribuito in primo luogo al disastro della prima metà del secolo scorso" aggiunge il Governatore altoatesino che poi sottolinea come l'Autonomia sia "uno dei pochi esempi riusciti di pacifica convivenza etnica e di risoluzione dei conflitti violenti a livello mondiale"

BOLZANO. La firma è prestigiosa. Anzi, prestigiosissima ed è quella di Corrado Augias, uno dei più autorevoli giornalisti italiani.

 

Ebbene, questa volta Jannik Sinner anziché tirare le proprie bordate da fondo campo, è stato il destinatario delle "bordate" - verbali - da parte del 90enne editorialista di Repubblica che, proprio sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, ha preso di mira il numero 1 al mondo.

 

Ma la risposta non si è fatta attendere. E non è arrivata dal fuoriclasse di Sesto, bensì dal Governatore dell'Alto Adige Arno Kompatscher, che ha preso le difese di Sinner e di tutto l'Alto Adige.

 

"Bolzano, tra Sinner e il voto" è il titolo di un pezzo decisamente corposo firmato da quello che, praticamente tutti, definiscono un "maestro di giornalismo". 

 

Jannik viene definito, senza mezzi termini, un "italiano riluttante" da Augias, che sostiene che il campione è "un italiano per caso, figlio dell'ambigua situazione di quella città del Trentino Alto Adige", aggiungendo che parla un "italiano stentato".

 

E poi: "Alcuni episodi sono stati particolarmente sgradevoli, per esempio quando il presidente Mattarella lo invitò al Quirinale per congratularsi e lui scansò la visita per eccessiva stanchezza. Il giorno dopo era a sciare sulle sue montagne. Non altrettanto è accaduto col papa Leone anche se l’invito in Vaticano è arrivato nel giorno di riposo di un difficile torneo".

 

E ancora: " 'A casa parliamo tedesco', ha confessato l'atleta; si può capire. Nato a San Candido (Innichen) Jannik quando è libero vive con la famiglia a Sesto, paesino aggrappato alle montagne". E non è finita: "Lo stesso papà di Sinner, del resto, parla un italiano stentato conoscendone solo poche parole".

 

E, infine, l'immancabile: "Ho lasciato per ultima la maggiore ragione di perplessità: il giovane prodigio non paga le tasse, ha la residenza a Montecarlo dove gode di una fiscalità irrisoria. L’obiezione è che tutti i tennisti e altri atleti di grande rango lo fanno. Non è una scusante perché in varie occasioni Jannik ha dimostrato di essere un ragazzo di animo gentile, si è scusato con un raccattapalle, ha offerto aiuto a un avversario scivolato a terra, ha offerto l’ombrello in un momento di pioggia, gesti spontanei, sintomi di una delicatezza insolita. Sulle tasse però non c’è gentilezza che tenga, in un torneo si direbbe che Montecarlo batte Italia 6-0,6-0. In breve, Jannik resta un italiano per caso, figlio dell’ambigua situazione di quella provincia di Bolzano dove domenica prossima andrà al voto di ballottaggio il capoluogo Bolzano". Con chiosa finale: "Però le tasse potrebbe pagarle, se non altro per compensare l’affetto di cui nella penisola i tifosi lo circondano".

 

L'articolo a firma di Corrado Augias ha scatenato un "polverone". Inevitabile non accadesse. In tanti hanno chiesto cosa c'entrino il ballottaggio a Bolzano con Jannik Sinner e definito "stucchevoli" gli attacchi, di cui in passato si era protagonista anche La Gazzetta dello Sport (Qui articolo), salvo poi fare repentinamente marcia indietro a Coppa Davis vinta, quando il "campionissimo" altoatesino trascinò l'Italia al primo dei due successi consecutivi a novembre 2023.

 

La polemica innescata dall'editorialista di Repubblica non è finita, perché prendere le difese di Sinner . ma più in generale di tutto l'Alto Adige - è stato il Governatore altoatesino Arno Kompatscher, che ha inviato a La Repubblica una risposta cortese, ma estremamente ferma.

 

"L'Autonomia - scrive il Presidente della Provincia di Bolzano - è stata una storia di successo, che lo Stato di cui entrambi siamo cittadini pur con cognomi assai diversi, dott. Augias, dovrebbe rivendicare con orgoglio: si tratta infatti di uno dei pochi esempi riusciti di pacifica convivenza etnica e di risoluzione dei conflitti violenti a livello mondiale".

 

Poi Kompatscher aggiunge: "Questo modello, nello specifico, salvaguarda il diritto di tutti i cittadini di poter tramandare la propria cultura e di utilizzare nella vita quotidiana, oltre che nei rapporti con le Istituzioni, la propria lingua. La maggior parte della popolazione dell'Alto Adige costruisce quindi la propria identità attingendo il meglio da ciascuna lingua e cultura del territorio, pur senza rinunciare alle proprie. Le ho scritto questa lettera, potrà intuire, perché mi dispiace sempre molto vedere giudicata l'italianità dei sudtirolesi di lingua tedesca e ladina e perché questo mi porta ad empatizzare anche verso tutte le altre patenti di italianità che vengono rivolte alle persone che - per una ragione o per l'altra - divergono dallo stereotipo classico che la narrazione del Paese ha creato nel tempo. Mi inquieta, infatti, vedere che ancora oggi non siamo paghi dell'insegnamento che il concetto del popolo unico, di una monolitica identità nazionale, è ciò che ha contribuito in primo luogo al disastro della prima metà del secolo scorso".

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