Dal sovraffollamento al disagio psichiatrico, al Carcere di Trento 390 detenuti per 240 posti. L'allarme della Camera Penale: "Situazione preoccupante"
Ci sono 347 uomini e 43 donne, ai detenuti si aggiungono 10 internati per misure di sicurezza nella Rems di Pergine Valsugana. Una percentuale altissima di stranieri che sfiora il 55%. "Resta preoccupante l’alto tasso di disagio psicologico e psichiatrico in carcere. Sul titolale dei detenuti, ben 119 sono collocati nelle sezioni per protetti o promiscue"

TRENTO. Sovraffollamento, disagio psichiatrico e mancanza di prospettive restano nodi irrisolti al carcere di Trento. La conferma è arrivata da una visita fatta da una delegazione della Camera Penale di Trento “Michele Pompermaier” che ha potuto vedere direttamente le condizioni della casa circondariale di Gardalo.
L'iniziativa è stata guidata dal presidente, il presidente Roberto Bertuol, con il vicepresidente Stefano Frizzi e dalla componente dell’Osservatorio carcere Ucpi Veronica Manca, ed accompagnata dal presidente dell'Ordine degli avvocati di Trento Antonio Angelini, dal sindaco di Trento Franco Ianeselli e dall’assessora alle politiche sociali Giulia Casonato.
Oggi è fin troppo noto il persistente e grave problema dell’emergenza carceraria, spiega la Camera Penale di Trento, anche per la sistematica attività di pubblica denuncia e sensibilizzazione che da tempo i penalisti italiani hanno svolto. Nel frattempo – inascoltati gli appelli dell’avvocatura, dell’Accademia, e di larghissima parte della Società civile per un intervento urgente ed immediato per risolvere il drammatico problema del sovraffollamento carcerario e dei sucidi in carcere – la situazione si è ulteriormente aggravata arrivando a segnare il tragico numero di 61 suicidi dall’inizio dell’anno e una presenza nelle carceri italiane di ben 63.167 detenuti, a fronte di una capienza massima di 51.274 posti regolamentari e un esubero di 11.893 persone, con un tasso di sovraffollamento pari al 135%.
LA SITUAZIONE A TRENTO
I numeri raccolti dalla delegazione della Camera Penale di Trento “Michele Pompermaier” descrivono un carcere gravato dal sovraffollamento carcerario con 390 detenuti presenti su una capienza regolamentare da accordo tra Stato e Regione di 240 posti.
Ci sono 347 uomini e 43 donne, ai detenuti si aggiungono 10 internati per misure di sicurezza nella Rems di Pergine Valsugana. Una percentuale altissima di stranieri che sfiora il 55% (di cui 187 uomini e 14 donne). Altrettanto alta rimane la percentuale di detenuti imputati in custodia cautelare con 92 persone con un processo in corso (di cui 68 in attesa del primo giudizio; 15 in fase di appello; 9 ricorrenti in cassazione). Resta preoccupante inoltre l’alto tasso di disagio psicologico e psichiatrico in carcere. Sul titolale dei detenuti, ben 119 sono collocati nelle sezioni per protetti o promiscue.
A fronte di tutto questo, spiega la Camera Penale “non manca lo sforzo della Direzione del carcere di Trento e di tutti gli operatori interni ed esterni in essa impiegati con un notevole miglioramento nell’implementazione della pianta organica degli educatori, con 7 funzionari giuridici-pedagogici in servizio; maggiori criticità sul fronte della polizia penitenziaria e del personale adibito a mansioni amministrative-contabili”.
Anche a Trento, quindi, rimangono le preoccupazioni legate al sovraffollamento carcerario e alla carenza di personale; criticità anche sulle prospettive di reinserimento sociale per assenza di domicilio (specie per i detenuti stranieri) o per l’insufficiente ventaglio di proposte lavorative dall’esterno e dalle imprese private.
“Nonostante Trento possa dirsi in qualche modo un'eccezione per assenza di suicidi e per un numero contenuto di sovraffollamento carcerario, sempre alta deve rimanere l’attenzione sul monitoraggio delle condizioni di vita all’interno della struttura per agevolare il lavoro interno e per contribuire al processo di reinserimento nel tessuto del territorio” conclude la Camera Penale.














