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Trento
15 ottobre | 08:01

“Mancano poliziotti penitenziari”, l'allarme sul carcere di Trento. Sovraffollamento e aggressioni: "Sotto organico di 40 agenti. Dalla Pat nessuna risposta”

Sono circa 380 i detenuti presenti oggi a Spini di Gardolo, un numero superiore rispetto alle previsioni originarie di capienza dell'istituto, pari a 240. Mancano circa 40 poliziotti penitenziari. Mazzarese (Sinappe): "Chiediamo l'introduzione del body-cam e di avere almeno un dispositivo che ci possa permettere di contenere o bloccare i detenuti in casi di violenza"

“Mancano poliziotti penitenziari”, l'allarme sul carcere di Trento

TRENTO. “Oltre a essere poliziotti penitenziari, siamo padri e madri. Alla sera vogliamo tornare a casa dalle nostre famiglie. Ormai la situazione è diventata insostenibile”. È il grido d’allarme che viene lanciato, ancora una volta, dal segretario regionale del Sinappe, Andrea Mazzarese, su quello che si sta vivendo ormai da diverso tempo all'interno della casa circondariale di Trento.

 

Pugni, bastonate, morsi, ma anche minacce di ogni genere. L'ultimo episodio è avvenuto all'inizio di questo mese, quando tre poliziotti che stavano svolgendo il proprio lavoro all'interno della struttura di Spini di Gardolo sono stati presi a bastonate da un detenuto. Due di loro sono stati portati in ambulanza all'ospedale di Trento.

 

Non è, purtroppo, un evento isolato, e le difficoltà che i poliziotti penitenziari sono costretti a vivere all'interno del carcere sono sempre di più, complice la carenza di personale per la quale, fino a oggi, non è stata trovata alcuna soluzione, e un numero di detenuti che è ben al di sopra di quello che dovrebbe essere.

 

“I poliziotti penitenziari – ci spiega Andrea Mazzarese – fanno tutti i giorni lavoro straordinario per riuscire a coprire tutti i turni. Lo stress a cui si è sottoposti è davvero tanto. Siamo circa 140-150, ma dovremmo essere una quarantina in più. C'è chi finisce il turno, non facile, di notte e la sera dopo deve subito essere in campo”.

 

Il problema del sovraffollamento del carcere persiste. Sono circa 380 i detenuti presenti oggi a Spini di Gardolo, un numero superiore rispetto alle previsioni originarie di capienza dell'istituto, pari a 240. Nelle ultime relazioni fatte dal Garante dei Detenuti veniva sottolineato il forte scollamento tra il numero di agenti di polizia penitenziaria previsti nella pianta organica e quelli effettivamente presenti.

 

Problematiche che sono state sottoposte anche al governatore Fugatti e alla Provincia di Trento, senza però ottenere risposta. “Abbiamo mandato diverse lettere – ci dice Mazzarese – alla Provincia, ma purtroppo non è arrivato nessun riscontro positivo. Non c'è stato interessamento per la situazione che stiamo vivendo”.

 

Purtroppo, quello della carenza di poliziotti penitenziari è un problema che accomuna gran parte degli istituti italiani. “Quello che chiediamo – conclude il segretario regionale del Sinappe – è l'introduzione della body cam. Sappiamo che è stato avviato l'iter, ma sollecitiamo perché sia completato il prima possibile per averle in dotazione. Inoltre, se non un taser, chiediamo di avere almeno un dispositivo che ci possa permettere di contenere o bloccare i detenuti in casi di violenza, rispettando la loro incolumità ma salvaguardando anche la nostra”.

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