Aggressione nel carcere di Trento, tre poliziotti penitenziari picchiati e finiti al Pronto soccorso: colpiti alla testa e alle gambe
L'ennesimo episodio dopo le aggressioni che erano già avvenute negli scorsi mesi. Trasportati in ospedale, per ognuno dei tre poliziotti sono stati rilasciati certificati medici con una prognosi di quattro giorno. L'intervento del Sinappe, con il il segretario regionale, Andrea Mazzarese: "Serve un'azione disciplinare immediata e incisiva"

TRENTO. Tre poliziotti del carcere di Trento sono stati portati al Pronto soccorso dopo essere stati aggrediti da alcuni detenuti.
Il grave episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri e a darne notizia è il Sinappe esprimendo solidarietà ai tre colleghi.
Secondo quanto ricostruito dopo parecchi tentativi in cui il comandante di reparto, il coordinatore di sorveglianza generale e il preposto di turno, hanno cercando di indurre alla calma tre detenuti che si trovavano nel reparto “transito” e che volevano a tutti i costi essere trasferiti subito in un carcere vicino alla residenza delle loro famiglie, alcuni poliziotti penitenziari, spiega il Sinappe “sono stati improvvisamente presi a pugni e bastonate dagli stessi, con un'azione da vera e propria imboscata”.
Uno dei tre poliziotti, il coordinatore di sorveglianza generale è stato colpito più volte alla testa e in altre parti del corpo mentre i due assistenti capi sono stati colpiti alle gambe. Trasportati in ospedale, per ognuno dei tre poliziotti sono stati rilasciati certificati medici con una prognosi di quattro giorno.
Non è la prima volta, purtroppo, che episodi di violenza simili avvengono nel carcere di Trento. Negli scorsi mesi sono state già registrate altre aggressioni. Una situazione che vede un numero sempre maggiore di detenuti, ben al di sopra dei limite previsto e la carenza di personale da tempo denunciata.
Il Sinappe, con il proprio segretario regionale, Andrea Mazzarese, nel manifestare la propria solidarietà ai poliziotti vittime dall'aggressione e, una pronta guarigione a chi ha riportato danni fisici e morali, auspica che i tre detenuti “vengano trasferiti un un istituto Penitenziario lontano da quello dagli stessi auspicato e un'azione disciplinare immediata e incisiva, al pari della gravità dei fatti perpetrati dagli stessi”.














