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Trento
22 dicembre | 13:36

“Nel 2025 siamo stati dimenticati”, sovraffollamento e carenza di poliziotti al Carcere di Trento. Sinappe: “Servono almeno altri 30 agenti”

Nel corso del 2025 sono calate di 10 unità i poliziotti in servizio al carcere di Trento. Mazzarese: "Non sono nemmeno arrivate le unità necessarie per le sostituzioni in caso di pensionamento e per i trasferimenti"

“Nel 2025 siamo stati dimenticati”, sovraffollamento e carenza di poliziotti al Carcere di Trento

TRENTO. Il carcere di Trento continua a 'scoppiare' e la carenza di poliziotti si fa sempre più sentire. La tensione che in alcuni casi si respira all'interno ha avuto conseguenze anche nei giorni scorsi con l'aggressione di tre poliziotti penitenziari presi a calci e pugni da altrettanti detenuti e costretti a rivolgersi al pronto soccorso.

 

“In questo 2025 siamo stati snobbati come Triveneto nell'assegnazione del personale di polizia penitenziaria”. Ci spiega Andrea Mazzarese, segretario regionale del Sinappe. “Nemmeno – continua – sono arrivate le unità necessarie per le sostituzioni in caso di pensionamento e per i trasferimenti che ci sono stati”.

 

Non è la prima volta che il problema della carenza di personale viene evidenziato dalle sigle sindacali ma fino ad oggi, purtroppo,  le poche parole di rassicurazione sono state le uniche risposte ottenute. Ma non solo. La situazione del 2025 è peggiorata. “Invece di migliorare – spiega Mazzarese – in quest'ultimo anno abbiamo avuto in Trentino un calo di una decina di unità. La situazione invece di migliorare è peggiorata”.

 

Gli scorsi mesi al Triveneto sono stati assegnati 25 donne e solo 6 uomini per tutti i 16 istituti del Triveneto. Numeri che fanno ben poco rispetto alla tremenda carenza che sta mettendo sotto pressione l'intero sistema.

 

“Oggi nel carcere di Spini di Gardolo – spiega il segretario di Sinappe – siamo in 150 unità e la situazione è difficile. Avremmo bisogno di almeno altri 30 o 40 agenti e assistenti. Invece non abbiamo visto alcuna risposta concreta”.

Intanto, a non calare, è il numero di detenuti. Sono circa 400 unità rispetto alle 240 previste.

 

“Dal ministero ci hanno rassicurato che con il 2026 ci sarà quell'attenzione che è mancata nel 2025. Vedremo se sarà vero” conclude Mazzarese.

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