Turnover altissimo e organici insufficienti, Mazzarese lancia l’allarme per il carcere: “Servono almeno dieci poliziotti in più per assicurare i diritti essenziali del personale”
Sono diverse le criticità riscontrare da Sinappe in visita al carcere di Belluno. Per il personale, spiega il sindacato, servono "sale ricreative e spazi da destinare per attività sportive, oggi l'istituto non offre niente di tutto ciò”

BELLUNO. Problemi storici, difficili da sanare, si intrecciano con i danni ancora evidenti della rivolta dello scorso maggio (QUI L'ARTICOLO) quando alcuni detenuti distrussero le telecamere interne e danneggiarono cancelli e dispositivi di sicurezza. E' questo quello che si è trovata davanti la delegazione del Sinappe composta dal segretario regionale Andrea Mazzarese e dai dirigenti sindacali locali Luca Garrisi e Alessandro Valenti, durante la recente visita che è stata fatta al carcere di Belluno.
A tutto ciò si aggiunge, inoltre, la carenza di personale del ruolo agenti, assistenti e intermedio dei sottufficiali. “Sono necessari con le assegnazioni del prossimo corso di formazione Agenti che terminerà il prossimo mese di maggio, di almeno dieci poliziotti, per assicurare i diritti essenziali agli stessi” viene spiegato dalla Sinappe.
Di non poco conto il notevole turnover del personale di polizia. “Chi arriva assegnato in questo istituto – spiega Mazzarrese - constata subito che la città offre poco o niente come momenti di svago e lo stesso purtroppo il vecchio Istituto penitenziario. Nonostante il Protocollo di Intesa distrettuale fornisca indicazioni rivolte ai direttori di realizzare benessere, come ad esempio sale ricreative e spazi da destinare per attività sportive, oggi l'istituto Penitenziario di Belluno non offre niente di tutto ciò”.
Aspetti, questi, che sono stati segnalati alla direzione che ha manifestato la volontà di migliorare la situazione. “Un confronto – ha spiegato il sindacato - assolutamente costruttivo sempre nell'interesse dei poliziotti penitenziari”.













