Difesa dei giovani dalle tecnologie, in Alpago un nuovo Patto digitale: scuole in rete e genitori insieme per proteggere i figli da social e smartphone
Mentre l’Australia introduce il divieto per i minori di 16 anni ai principali social media, in Italia sono le famiglie a cercare un argine alla dipendenza giovanile dal web. Nasce in Alpago un nuovo Patto di comunità per il benessere digitale, portando la provincia di Belluno in testa tra quelle con il maggior numero di patti in relazione alla popolazione

ALPAGO. Mentre l’Australia introduce il divieto per i minori di 16 anni ai principali social media, seppur già bypassato da molti giovani ormai troppo dipendenti per rinunciarvi, in Italia sono le famiglie a cercare autonomamente un argine a tale dipendenza dal web, che sta generando effetti disastrosi sulle nuove generazioni.
Accade anche in Alpago, dove nasce un nuovo Patto di comunità per il benessere digitale, il 12esimo sul territorio, portando così la provincia di Belluno in testa tra quelle con il maggior numero di patti in relazione alla popolazione.
Di cosa di tratta? L'iniziativa è stata lanciata alcuni anni fa a livello nazionale dal centro di ricerca “Benessere digitale", l'associazione Media educazione comunità (Mec) e l’Associazione cittadini mediali Aiart e Sloworking. Il progetto si basa sull’idea che l’educazione digitale per i giovani è efficace solo se offerta in modo coordinato: in diversi Comuni italiani, infatti, gruppi di genitori hanno sottoscritto tali patti stabilendo regole comuni che ogni aderente si impegna a rispettare - ad esempio, si mettono d’accordo sull’età di consegna degli smartphone ai preadolescenti, sul loro accesso ai social o sul fatto di non usare alcun device durante i pasti e a letto.
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Non a caso sono patti “di comunità”, perché solo quest’ultima può intervenire in maniera efficace. In questo modo, infatti, diminuisce la pressione sociale rispetto al sempre più precoce ingresso dei giovani nella tecnologia: la singola famiglia da sola non riuscirebbe ad applicare regole ferree, perché il rischio è che poi i figli, una volta fuori casa, si trovino isolati in mezzo a compagni immersi costantemente nei più moderni device.
Nel Bellunese, il progetto si è diffuso grazie alle Scuole in rete, che hanno lanciato l'iniziativa il 15 dicembre 2021 durante un percorso di formazione online sul benessere digitale con Marco Gui, docente di Sociologia dei media dell’Università Milano-Bicocca e direttore del centro “Benessere digitale”. Da lì, il primo Patto è nato a Ponte nelle Alpi nel maggio 2022, quando i genitori promossero un incontro sul parental control e le strategie per guidare ragazze e ragazzi (spesso in realtà solo bambini) all’uso sicuro di internet, videogame e smartphone. L'obiettivo, infatti, non è demonizzare la tecnologia, ma insegnarne un uso consapevole e dosato.
E stasera, lunedì 15 dicembre, sarà presentato il Patto per l’Alpago, con un’analisi sulla situazione degli studenti in provincia (qui i numeri dell’indagine della Consulta studenti). Forse, si diffonde finalmente la consapevolezza degli enormi danni che sempre più neonati, bambini e adolescenti stanno subendo: e a dover intervenire è quel mondo di adulti che li ha messi in questa situazione.












