Friuli ancora sotto pressione dopo frane ed esondazioni: a Cormons decine di sfollati in attesa della messa in sicurezza, massima attenzione per il rischio di nuovi crolli
Dopo le forti perturbazioni che si sono abbattute nei giorni scorsi nel goriziano e nel Friuli, che hanno avuto il proprio acme nella nottata tra il 16 e il 17 novembre scorsi, causando due vittime a seguito della frana a Brazzano di Cormons, l’attenzione rimane massima dopo l’allerta meteo che permane anche in data odierna dove il maltempo persiste

UDINE. “La situazione rimane di massima attenzione poiché il rischio di ulteriori crolli e instabilità rimane alto. Circa una trentina di persone residenti nel comune di Cormons sono impossibilitate a fare ritorno nelle proprie abitazioni e rimarranno alloggiate in un albergo nelle vicinanze grazie ad una convenzione sottoscritta con la protezione civile, fino a quando non verranno messe in sicura le aree a rischio, altre persone sono invece rientrate”.
E’ quanto dichiarato questa mattina dal sindaco di Cormons Roberto Felcaro, a seguito di un’ulteriore ondata di piogge in grado di mettere a rischio i territori già colpiti e alluvionati, per la quale la protezione civile ha diramato l’allerta meteo di colore giallo.
A seguito delle esondazioni dei giorni scorsi nel basso Friuli e della tragedia della frana di Brazzano che ha coinvolto almeno tre abitazioni procurando la morte del 35enne Quirin Kuhnert e dell’83enne Guerrina Scokaj e causato centinaia di sfollati, domenica 23 novembre nella parrocchia di Santo Stefano Protomartire a Giassico, un’altra delle frazioni di Cormons colpita dal maltempo, si è tenuta una messa dalla forte partecipazione della comunità che si è stretta attorno ai famigliari delle vittime in un momento di grande cordoglio e solidarietà. Per le due vittime, le famiglie sarebbero intenzionate a celebrare un funerale unico, la cui data ancora non è stata programmata.
La situazione idrogeologica si profila ancora delicata in ragione delle piogge che sono ancora presenti, seppur in miglioramento nel corso della giornata.
“Persiste ancora un leggero rischio di esondazione del fiume Isonzo” - ha dichiarato il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna – “nella frazione della Madonnina del Fante, dove la situazione viene monitorata costantemente e abbiamo i cellulari di tutti, mentre a Gorizia l’unico rischio potenziale sarebbe potuto derivare in un avvallamento del torrente Corno, un affluente dell’Isonzo, fin qui scongiurato da un bruco inaugurato l’anno scorso nell’ambito di un progetto condiviso con la Slovenia, dove nasce il torrente, che cattura l’acqua e la convoglia facendola passare sotto la valletta del Corno, in effetti l’area, dove oggi sorge un parco, era già stata soggetta ad una tremenda esondazione una trentina d’anni fa".
Nonostante in data odierna resti in vigore lo stato di allerta gialla, appare come l’emergenza stia lentamente rientrando tanto nella piana friulana quanto nel goriziano, a fronte anche delle schiarite previste nelle prossime ore.












