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Belluno
02 dicembre | 06:42

I rifiuti crescono più della differenziata e calano i comuni virtuosi. Legambiente: “Necessario ridurre la produzione, il Veneto deve prepararsi alle sfide climatiche”

Legambiente Veneto ha premiato i comuni più virtuosi nella raccolta dei rifiuti: tra i tanti trevigiani, non manca qualche bellunese. Se però in generale aumenta la differenziata, la crescita dei consumi porta con sé anche un aumento della quantità totale dei rifiuti

BELLUNO. Legambiente Veneto ha premiato i comuni più virtuosi nella raccolta dei rifiuti: tra i tanti trevigiani, non manca qualche bellunese. Se però in generale aumenta (di poco) la differenziata, la crescita dei consumi porta con sé anche un aumento della quantità di rifiuti prodotta: “Questa consapevolezza rende necessario uno sforzo maggiore alla produzione, che deve lavorare sullo scarto e sulla quantità di imballaggi ma anche su sensibilizzazione e partecipazione della cittadinanza veneta” ribadisce Legambiente Veneto.

 

I riconoscimenti sono stati consegnati a chiusura di Ecoforum Veneto, con la presentazione del report “Comuni ricicloni”, basato sui dati certificati dall’Osservatorio rifiuti di Arpav e, da quest’anno, considerando non solo il rifiuto urbano residuo (RUR), quindi di fatto il secco indifferenziato, ma anche il rifiuto smaltito per abitante - aggiungendo cioè gli scarti della differenziata, che portano quasi a raddoppiare il primo dato. Insomma, un modo secondo Legambiente per sottolineare l’importanza di considerare non solo la quantità differenziata, ma anche la sua qualità.

 

Partiamo allora dal dato generale: i comuni veneti “ricicloni” (rifiuto urbano residuo sotto gli 80 kg per abitante) sono 211, mentre quelli “rifiuti free” (con una produzione complessiva di rifiuto smaltito sotto i 75 kg per abitante, includendo anche gli scarti della differenziata) sono 92. Il dato totale di questi 303 comuni virtuosi è però in leggero calo rispetto al 2023, quando erano 311: pesa in particolare l’aumento della produzione dei rifiuti pro capite, cresciuta nel 2024 di +3,1% con 459 kg di rifiuti per abitante equivalente.

 

Dati che hanno spinto a fare alcune riflessioni. Tale aumento infatti è ben superiore a quello della raccolta differenziata (+0,6%), a causa della crescita generale dei consumi e non si tratta di un dettaglio da poco. Se si vogliono raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, infatti, non basta limitarsi al riciclo, come a volte si crede, ma dovrebbe essere sempre più necessario puntare alla riduzione della quantità prodotta. “Il Veneto è chiamato a prepararsi alle sfide che il cambiamento climatico ci pone davanti. Dobbiamo farlo - specifica infatti il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro - con lo sguardo rivolto lontano, ma con l’impegno calato nel quotidiano, consapevoli che l’emergenza climatica ci impone di costruire entro i prossimi cinque anni le fondamenta di obiettivi ancora più ambiziosi che il futuro richiederà”.

 

Andando poi nel dettaglio, la posizione da leader rimane alla provincia di Treviso, con il maggior numero di territori virtuosi. Tuttavia, nell’elenco di comuni trevigiani non manca qualche soddisfazione bellunese - provincia che comunque non se la cava male su questo fronte (qui i dati). Tra i Consigli di bacino, ad esempio, dopo i due trevigiani Sinistra e Destra Piave, sul podio sale al terzo posto il Consiglio di bacino di Belluno con 104 kg pro capite e l’86% di raccolta differenziata (la media dei Consigli del Veneto è 139 kg e 78% di raccolta differenziata).

 

Tra i comuni, invece, i più bravi sono i più piccoli. E qui il primo non trevigiano in classifica (tra 5-15 mila abitanti) è Ponte nelle Alpi, al 12esimo posto con 60 kg di rifiuto smaltito, mentre tra i capoluoghi di provincia anche nel 2024 raggiungono gli obiettivi del Piano rifiuti regionale solo Treviso e Belluno, quest’ultima con 93 kg pro capite di rifiuti (86% differenziata).

 

“Agire ora non è più una scelta, ma un dovere verso la nostra terra, le comunità che la abitano e le generazioni che verranno. Solo avviando subito processi virtuosi potremo raccogliere, in tempi rapidi, i frutti necessari a sostenere lo sviluppo sostenibile del Veneto” conclude Lazzari.

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