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Bolzano
05 settembre | 15:21

Il cartello di una malga altoatesina ritrovato in mare a centinaia di chilometri di distanza: “Dopo un temporale forse è finito nel fiume, vederlo una grande sorpresa”

Il cartello indica la Malga Falser, poco lontano da Merano, ed è stato ritrovato nella giornata di ieri a Rosolina Mare (in Provincia di Rovigo) a poca distanza dalla foce dell'Adige: il frammento, spiegano a il Dolomiti i gestori della malga, potrebbe esser fino di torrente in torrente fino al fiume dopo un violento temporale che ha interessato la zona a fine luglio

BOLZANO. Il cartello di una malga altoatesina viene 'pescato' in mare, poco lontano dalla foce dell'Adige, dopo un viaggio di centinaia di chilometri: la foto del ritrovamento a Rosolina Mare (in Provincia di Rovigo) diventa virale sui social.

Ad effettuare la scoperta e a condividere lo scatto con il Dolomiti è Angelica Ricchi, che nella giornata di ieri (4 settembre) ha ritrovato il cartello in legno che indica Malga Falser – chiamata anche Valser – durante una giornata al mare.

 

In linea d'aria la malga – situata a quasi 2000 metri di quota nella valle di Vals, una laterale della Val Passiria – dista poco più di 200 chilometri dal luogo del ritrovamento, ma le vie d'acqua che il frammento deve aver seguito per arrivare fino all'Adriatico sono sicuramente state molto più lunghe

 

Di certezze, ovviamente, non ce ne sono ma secondo i gestori della struttura, contattati da il Dolomiti, è possibile che il cartello sia finito in uno dei corsi d'acqua che scendono a valle, sfociando prima nel Passirio e poi nell'Adige, durante un violento temporale che ha colpito l'area a fine luglio.

 

“Alcune strutture della zona avevano riportato dei danni – racconta Dagmar Falkensteiner, che insieme alla sorella Astrid gestisce la struttura nei mesi estivi – ed è quindi possibile che il cartello si sia staccato in quella circostanza. Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo visto la foto ma non sappiamo esattamente dove quella particolare indicazione potesse trovarsi”.

 

Quel che è certo è che dall'Alto Adige il piccolo pezzo di legno ha compiuto un lungo viaggio, collegando idealmente montagna e mare: “Ci è scappata una risata vedendo il nome della nostra malga , nell'acqua del mare – conclude la gestrice – ma è bello vedere in questo ritrovamento una sorta di connessione tra due ambienti tanto diversi”.

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