“Immobilizzato e minacciato con un piede di porco, non ho dato la combinazione della cassaforte”. Dopo la rapina il racconto di Eugenio Gallizioli
Il noto imprenditore del settore tessile è stato rapinato questa notte (tra il 7 e l'8 ottobre) in casa sua da un gruppo di 4 o 5 malviventi: “Mi hanno detto che se avessi chiamato la polizia sarebbero tornati”

TRENTO. Momenti di terrore nella notte a Trento, in via Falzolgher, per Eugenio Gallizioli, noto imprenditore del settore tessile, rapinato questa notte (tra il 7 e l'8 ottobre) in casa sua da un gruppo di almeno 4 malviventi. Armati e con il volto coperto, i rapinatori si sono introdotti nella sua abitazione attorno alle 2, rimanendo per diverse ore e portandosi via un ingente bottino – si parla di diverse decine di migliaia di euro secondo le prime stime, che andranno confermate – e poi facendo perdere le loro tracce a bordo di un'auto di proprietà dello stesso Gallizioli.
“Non ho mai dato il numero della cassaforte – racconta l'imprenditore ai microfoni di Trentino Tv – mi hanno insultato, anche se non mi hanno picchiato. Hanno però detto che se fosse arrivata la polizia sarebbero tornati”. Gallizioli è stato immobilizzato e minacciato con un piede di porco: “Sono sicuro – dice – fossero almeno in quattro, ho il dubbio che non fossero cinque”.
Secondo la vittima, è possibile che uno dei malviventi si sia introdotto nell'abitazione la sera, mentre Gallizioli stava scaricando l'auto di ritorno dalle ferie, per poi aprire l'abitazione ai complici in piena notte: “Secondo me – dice – sapevano della cassaforte, anche se era nascosta. In quei momenti ho ripensato a tutti i film che ho visto”.
Per aprire la cassaforte alcuni dei malviventi sono usciti dall'abitazione per poi tornare con una fiamma ossidrica, riuscendo a quanto pare ad aprirla solo all'alba. Le forze dell'ordine sono al lavoro per rintracciare i responsabili, fuggiti come detto su una delle auto aziendali dell'imprenditore.












