Sequestrato e derubato in casa l'imprenditore Gallizioli, Bort: "Servono pene certe: il carcere sembra porta girevole", la Lega: "La maggioranza ci ascolti". Il sindaco: "Restiamo uniti"
Notte di terrore per Eugenio Gallizioli, l'imprenditore rapinato e sequestrato in casa. Giovanni Bort (Confcommercio): "Il governo deve farsi carico di questa situazione, c'è una recrudescenza degli atti criminosi". Il sindaco Franco Ianeselli: "Episodio che genera paura nella comunità, dobbiamo restare uniti". Devid Moranduzzo (Lega): "Sono sempre convinto che l'esercito sarebbe qualcosa in più"

TRENTO. "Un grande dispiacere". Queste le parole di Giovanni Bort, il presidente di Confcommercio del Trentino parla della notte di terrore vissuta da Eugenio Gallizioli, noto imprenditore del settore tessile rapinato in casa da un gruppo di almeno quattro persone. Armati a volto coperto, i rapinatori si sono introdotti nella sua abitazione e si sono portati via un ingente bottino da migliaia di euro (Qui articolo). "Un amico di vecchia data al quale va la nostra solidarietà e vicinanza. Non ho parole per quanto avvenuto".
Gli ultimi mesi sono state registrate diverse spaccate negli esercizi del capoluogo. Si è tornati a parlare del piano "Strade sicure", cioè l'arrivo dell'esercito, per gestire piazza della Portela e le zone considerate più calde della città. E nelle scorse ore la notte di terrore subita dall'imprenditore in via Falzolgher.
"Non ho mai dato il numero della cassaforte – le parole di Gallizioli ai microfoni di Trentino Tv – mi hanno insultato, anche se non mi hanno picchiato. Hanno però detto che se fosse arrivata la polizia sarebbero tornati”. E' stato immobilizzato e minacciato con un piede di porco: “Sono sicuro fossero almeno in quattro, ho il dubbio che non fossero cinque. In quei momenti ho ripensato a tutti i film che ho visto".
Un episodio gravissimo che sembra però inserirsi in un quadro più ampio tra spaccate e furti. "C'è una recrudescenza di atti criminosi e questo caso è particolarmente spiacevole perché è avvenuto in casa", aggiunge Bort. "E' cresciuta l'incertezza da Bolzano a Trento, così come a Roma. C'è un disagio per i cittadini, anche per i più giovani, e per gli imprenditori. Non dobbiamo correre il rischio che cali l'attenzione e soprattutto a livello nazionale sono necessari interventi: il governo deve farsi carico di questa situazione, non solo a parole ma con i fatti. Serve un inasprimento delle pene che devono essere certe perché oggi il carcere sembra una porta girevole".
A intervenire anche il sindaco di Trento. "Siamo vicini alla vittima della rapina. I colpevoli siano individuati al più presto", dice Franco Ianeselli. "E' un bruttissimo episodio. Sono in contatto costante con le forze dell’ordine, spero davvero che gli autori della rapina siano individuati al più presto e assicurati alla giustizia. Ho espresso e voglio esprimere qui pubblicamente la vicinanza mia personale, della Giunta e di tutta la città. Credo che veder violata la propria casa, che essere tenuti sotto sequestro sia un’esperienza terribile che lascia ferite profonde su chi la subisce e nello stesso tempo genera paura in tutta la comunità. In questi casi è più che mai necessario restare uniti, collaborare con le forze dell’ordine, su cui riponiamo la massima fiducia, e riferire prontamente se si è notato qualcosa di strano in modo da agevolare le indagini".
Si riaccendono ancora una volta i riflettori sul tema sicurezza. "Innanzitutto va la solidarietà mia personale e del partito all'imprenditore, così come va a tutti i cittadini che subiscono atti criminali perché ormai credo che sia più corretto parlare di insicurezza", commenta Devid Moranduzzo, consigliere comunale e già consigliere provinciale in quota Lega. "Ci sono due tipi di situazioni. Il centro cittadino ci sono situazioni di spaccio, aggressioni e minacce mentre nelle circoscrizioni ci sono furti e rapine. E' chiaro che è il tempo di trovare soluzioni".
Dal "No" al "Sì" al "Ni", il piano "Strade sicure" sembra essere stato accantonato, un progetto chiesto dalla Lega già 8 anni fa. "Questa ipotesi sembra nuovamente accantonata ma sono convinto che l'Esercito sarebbe qualcosa in più perché crediamo che sia necessario rafforzare il presidio del territorio con le altre forze di polizia. Abbiamo la massima fiducia nel Questore che siamo disponibili a incontrare per aprire un dialogo e una riflessione per trovare le soluzioni più adatte, siamo certi che ci possono essere margini di confronto".
E il Comune viene sollecitato in questo senso. "C'è per esempio una carenza di agenti di polizia locale. Aspettiamo ancora diverse risposte per migliorare la vita dei cittadini e la vivibilità del capoluogo, una città universitaria che deve essere sicura per tutti. Noi siamo pronti a confrontarci anche con la maggioranza per fare la nostra parte con responsabilità: vogliamo trovare soluzioni e non trovarci tra 5 anni con una situazione peggiore", conclude Moranduzzo.












