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Trento
10 gennaio | 13:24

"La città sentirà la sua mancanza", il sindaco Ianeselli ricorda Renzo Francescotti: "Una vita generosa, dedicata a una cultura viva"

Di Francescotti, Ianeselli ricorda anche la comune passione per il nuoto nelle acque libere: “Mi aveva raccontato che per i suoi ottant’anni si era regalato una nuotata nei laghi di Canzolino, Madrano, Piazze, Serraia: questo ci dice molto della personalità di uomo che non risparmiava le proprie energie e che aveva un legame fortissimo con il Trentino”, racconta il sindaco

"La città sentirà la sua mancanza", il sindaco Ianeselli ricorda Renzo Francescotti
di Redazione

TRENTO. “È stata una vita lunga e feconda quella di Renzo Francescotti. È stata soprattutto una vita generosa, dedicata a una cultura viva, mai esclusivamente libresca, sempre militante e impegnata, capace di far incontrare linguaggi diversi, quello della poesia e della pittura, della musica e della scultura, del teatro e della saggistica, della lingua e del dialetto. La città sentirà la sua mancanza”.  Le parole sono quelle che arrivano dal sindaco Franco Ianeselli che ricorda il decano della cultura trentina, che è stato un insegnante creativo e molto amato da generazioni di studenti, oltre che un disseminatore di idee, progetti e poesia. 

 

Il gruppo Neruda negli anni Settanta, l’associazione Pro Cultura, il concorso di poesia Alicante e il premio Pavanello dedicato ai giovani cantautori trentini sono tra le tante fortunate iniziative promosse con il contributo determinante di Francescotti, che nel 2017 è stato insignito dal sindaco Alessandro Andreatta dell’Aquila di San Venceslao, il sigillo della città. 

 

Di Francescotti, Ianeselli ricorda anche la comune passione per il nuoto nelle acque libere: “Mi aveva raccontato che per i suoi ottant’anni si era regalato una nuotata nei laghi di Canzolino, Madrano, Piazze, Serraia: questo ci dice molto della personalità di uomo che non risparmiava le proprie energie e che aveva un legame fortissimo con il Trentino”, racconta il sindaco. 

 

Conclude Ianeselli: “Forse il modo migliore per ricordare Renzo Francescotti è quello di rileggere le sue poesie. A me viene in mente questa, perfetta per descrivere la sua sensibilità sociale, il suo impegno, il suo modo di interpretare la vita: Invece io amo lo scarto/ del cavallo che avverte il pericolo/ del calciatore che salta l'avversario/ della gazzella inseguita dal ghepardo/ che scartando si salva la vita/ l'idea scartata non funzionale al sistema/ gli uomini scartati globalmente/ esiliati ad ultimi. Buon viaggio Renzo e un abbraccio alla tua famiglia”.

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