Le 700 balle di fieno in fiamme, l'acqua per gli idranti prelevata dal torrente: 180 vigili del fuoco impegnati da oltre 24 ore per domare un furioso incendio
Sul posto anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che si è rivolto direttamente agli uomini di oltre 18 corpi impegnati nelle operazioni di spegnimento dell'incendio: “State dimostrando cosa significa prendersi cura della comunità”

TELVE. Sono oltre 180 i vigili del fuoco volontari dell’Unione distrettuale Valsugana e Tesino, appartenenti a 18 diversi corpi - ai quali si è aggiunto anche il personale permanente arrivato da Trento - che da oltre 24 ore si stanno avvicendando a Masi di Telve, dove un violento incendio ha distrutto una stalla e il deposito contenente circa 700 balle di fieno.
Nel pomeriggio di oggi, venerdì 7 novembre, è giunto sul posto il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, accompagnato dal direttore generale Raffaele De Col e dal sindaco di Telve, Matteo Degaudenz, per portare la vicinanza delle istituzioni.
“In situazioni come questa si vede il valore della nostra gente – ha osservato Fugatti, incontrando l’ispettore distrettuale, Emanuele Conci –. I Vigili del fuoco volontari e permanenti non si sono risparmiati nemmeno per un istante, lavorando giorno e notte con impegno e professionalità. Hanno mostrato cosa significa sentirsi parte di una comunità e prendersene cura. Il ringraziamento della Provincia non è solo formale: è sincero e nasce dall’orgoglio per ciò che rappresentano per tutto il Trentino”.
Gli operatori sono tuttora impegnati nelle delicate attività di smassamento del fieno e di spegnimento dei focolai residui. In serata è attesa la chiusura dell'intervento. Le operazioni sul campo sono coordinate dal vice ispettore Silvio Trentinaglia e dal comandante del Corpo di Telve, Simone Fedele. Le cause del rogo sono in fase di accertamento.
Soprattutto nelle prime concitate fasi dell’intervento, le maggiori difficoltà erano legate all’approvvigionamento idrico: per evitare cali nella rete dell’acquedotto è stato necessario utilizzare le autobotti e la cisterna messe a disposizione anche da una ditta locale.
L’alimentazione delle pompe è stata garantita anche tramite due linee di manichette, realizzate per convogliare l’acqua prelevata dal torrente Ceggio, situato a circa un chilometro e mezzo.












