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Belluno
05 dicembre | 07:15

L’Ulss 1 Dolomiti dovrà restituire fino a 900 euro agli infermieri. Il Ministero riconosce la posizione dei sindacati: le ore di reperibilità vanno tassate come straordinari

Gli infermieri di Belluno e Treviso otterranno in busta paga gli importi trattenuti a novembre per un errore fiscale sulle ore di pronta disponibilità. La decisione segue infatti il parere del Ministero della pubblica amministrazione, che ha confermato che la pronta disponibilità è a tutti gli effetti lavoro straordinario

BELLUNO. Gli infermieri bellunesi otterranno in busta paga gli importi trattenuti a novembre per un errore fiscale sulle ore di pronta disponibilità. “Un passo importante per il riconoscimento dei diritti dei professionisti sanitari che sosteniamo e rappresentiamo quotidianamente” affermano le sigle sindacali, la cui posizione è stata infatti confermata dal Ministero.

 

Il provvedimento coinvolge gli operatori dell’Ulss 1 Dolomiti e dell’Ulss 2 Marca trevigiana. A renderlo noto con un comunicato sono Leone Ettore Zingales ed Elena Commazzetto della segreteria Cisl Fp Belluno Treviso: le aziende sanitarie procederanno già con la busta paga di dicembre a restituire agli infermieri somme che erano state trattenute lo scorso mese, a causa di un’errata applicazione fiscale sulle ore di pronta disponibilità (quindi la reperibilità attiva: essere pronti a intervenire in tempi brevi in caso di urgenze fuori dal normale orario di lavoro).

 

“La decisione - si legge nella nota - segue il parere ufficiale del Ministero della pubblica amministrazione, che ha confermato quanto la Cisl Fp sostiene da mesi: la pronta disponibilità è, a tutti gli effetti, lavoro straordinario e deve beneficiare della detassazione al 5% prevista dalla Legge di bilancio 2025”. Inizialmente, invece, l’Agenzia delle entrate aveva applicato la tassazione ordinaria, con pesanti conguagli negativi per gli infermieri.

 

Di che cifre si sta parlando? Nel solo mese di novembre, circa 1.200 professionisti dell’Ulss 2 Marca trevigiana hanno dovuto restituire fino a 500 euro, mentre nell’Ulss 1 Dolomiti quasi 200 operatori si sono visti applicare decurtazioni che hanno raggiunto in alcuni casi i 900 euro.

 

Queste dunque le somme che saranno restituite: il Ministero ha riconosciuto che la pronta disponibilità è considerata straordinario dal contratto collettivo nazionale, che la tassazione agevolata deve essere applicata all’intero monte ore di straordinari degli infermieri e che le risorse previste dalla legge già comprendevano queste prestazioni, che non possono quindi essere escluse o riconsiderate a posteriori. La Regione Veneto ha perciò dato indicazione alle Ulss di restituire le somme trattenute.

 

“Siamo arrivati a questo risultato - concludono Zingales e Commazzetto - grazie a un lavoro serio, metodico e documentato: senza clamori, ma con responsabilità e coerenza. Ora chiediamo che lo stesso trattamento venga esteso anche agli altri dipendenti che svolgono le medesime prestazioni”.

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