L’ultimo saluto a Edi Fontana: dai bambini del coro agli Alpini, una festa gioiosa come voleva lui. “La passione per l'impegno civico ti ha reso più forte anche della malattia”
Una folla numerosa, come c’era da aspettarsi, per un uomo che ha sempre fatto molto per la sua comunità, per le persone e il paese. “Ci hai chiesto di accompagnarti e ricordarti con allegria, colori e note di gioia: eccoci qui pronti a esaudire questo tuo desiderio. Ora tocca a te: ‘Accendi le stelle, accendine più che puoi’. Ciao Edi, grazie e continua ad applaudirci!”

LIMANA. Una folla numerosa, come c’era da aspettarsi, per un uomo che ha sempre fatto molto per la sua comunità, per le persone e il paese. “Ci hai chiesto di accompagnarti e ricordarti con allegria, colori e note di gioia: eccoci qui pronti a esaudire questo tuo desiderio. Ora tocca a te: ‘Accendi le stelle, accendine più che puoi’. Ciao Edi, grazie e continua ad applaudirci!”.
Con queste parole il Coro Arcobaleno si è preparato a salutare Edi Fontana venuto a mancare nei giorni scorsi: è stato lui infatti a chiedere che fossero i bambini a rendere questo saluto ricco di gioia e così è stato. La Chiesa oggi era gremita, e molti sono rimasti fuori, in silenzio, ad ascoltare le parole del parroco, delle istituzioni, la preghiera dell’alpino e, appunto, le voci dei bambini. C’era chi con Edi ha lavorato in Costan, chi lo ha affiancato nell’amministrazione e chi era all’opposizione, c’era chi gli è stato amico e chi, pur conoscendolo meno, comunque lo stimava. Perché quando ci sono così tante persone, di tutte le età, a dare l’ultimo saluto a una persona significa che un segno, quella persona, ha saputo lasciarlo.
“Nei momenti difficili come i funerali di persone ancora giovani - ha affermato il parroco - è vero che le parole non servono, ma è importante sentirci uniti nel dolore, che è come giocare uniti in una squadra, per vincere la partita della vita. Tanta gente è qui oggi, amica ed estimatrice di Edi. Ci sono anche tanti giovani e proprio a loro dico di credere nella vita, di riempirla e non buttarla: la partita della vita è nel vostro giovane cuore, giocatela con gioia, spensieratezza, ma anche con testa e impegno. E se trovare una ragione per questa morte non è possibile, troviamo piuttosto una ragione per vivere: in questo momento non diciamo ciao a Edi, ma è un arrivederci al regno di una vita avvolta di valori che dobbiamo imparare, vivere e insegnare su questa Terra. Come ha sempre fatto Edi”.
È il sindaco Michele Talo a ricordare ancora una volta gli incarichi di Edi, nelle associazioni come nella politica: un impegno a favore della comunità che oggi ha voluto riunirsi per ringraziarlo un’ultima volta. “Limana ha conosciuto la tua voglia di ricerca - ha ribadito Talo - di attenzione e disponibilità sempre dimostrate per la vita sociale del paese. Viene a mancare oggi una delle persone più conosciute, impegnato in diverse forme di volontariato e nella vita amministrativa: tutte attività che si sono intrecciate con una spiccata attitudine all’ascolto, all’attenzione e alla partecipazione nella costruzione della collettività. Porto con me ricordi degli anni della nostra adolescenza, del gruppo giovani e della formazione scolastica: forse è tutto questo, forse lo scorrere del tempo, ma davvero oggi ci sentiamo tutti più poveri”.
“Ancora una volta - ha aggiunto Roberto Padrin, presidente della Provincia - sei riuscito a mettere insieme tantissime persone, che sono qui per dirti ciao. Siamo tanto tristi, ma ognuno di noi terrà dentro di sé un ricordo del tuo sorriso, del tuo modo concreto di affrontare la vita anche di fronte alle difficoltà. La passione per l'impegno civico rende più forte di qualsiasi altra cosa e ti ha portato a mettere al primo posto il bene collettivo, a cercare la strada per far emergere la giustizia e l’equità e a dimenticarti della malattia, che da anni ti tormentava: anche se ha spossato il tuo fisico, infatti, non è mai riuscita a scalfire il tuo entusiasmo, ad affaticare la tua passione civica, a spegnere il tuo sorriso”.
Una persona, dunque, lo si sente ripetere più volte, capace di ascoltare ma anche poi di arrivare al punto e agire. “Il compromesso, se finalizzato al bene e a rispondere alle necessità del tuo territorio e della tua comunità, non è mai un disvalore. Hai saputo fare tantissime cose - ha concluso Padrin - ma sempre da leader silenzioso: il primo a tirare la carretta, e l’ultimo a mettersi in mostra senza per questo togliere tempo al tuo bene più prezioso, la famiglia”. Una famiglia numerosa, che ha pianto un compagno, un padre e un nonno di cui non possono che andare fieri.












