Lupi e quote massime di abbattimento, Fugatti: "Un passo avanti nella gestione per una convivenza equilibrata". Ecco perché in realtà non cambia niente
E' bene chiarire che gli abbattimenti in deroga sono uno strumento che le Regioni (e Province autonome) hanno sempre avuto a disposizione e infatti il Trentino già l'anno scorso aveva avuto l'ok per l'abbattimento di due lupi (che poi non era stato in grado di eseguire). Ispra ha parlato di una 'quota massima di prelievi' per avere una visione nazionale uniforme e standardizzare un percorso

TRENTO. “Il nuovo protocollo Ispra rappresenta un passo avanti nella gestione della presenza del lupo”. Il governatore Maurizio Fugatti è intervenuto con un post su Facebook sull'approccio gestionale per il lupo che, nei giorni scorsi, Ispra ha illustrato in un incontro tecnico con le regioni. Un intervento che Il Dolomiti è riuscito a raccontare per primo, sottolineando come gli abbattimenti in deroga non siano una novità. Le regioni, infatti, potevano già richiedere prelievi in deroga: in passato, il Trentino aveva già ottenuto l'ok per l'abbattimento di due lupi (non era riuscito ad attuarlo perché il branco si era spostato in Lessinia). Ora l'Ispra ha fissato un tetto massimo tra il 3 e il 5%, ovvero tra 100 e 160 esemplari l'anno, sui 3.300 stimati dal censimento del 2021.
L’idea di fondo è quella di standardizzare un percorso, con relative procedure, per velocizzare il tempo di risposta di Ispra alle richieste di prelievo. Questo approccio nazionale evita che ogni regione possa agire autonomamente.
Si è quindi discusso di una quota massima di prelievi, suddivisa su base regionale (e provinciale per Trento e Bolzano), secondo i dati del censimento nazionale del 2021, che stimava la presenza di circa 3.300 lupi in Italia. La quota ammessa di prelievi in deroga è tra il 3 e il 5%, dunque tra 100 e 160 lupi, una soglia estremamente prudenziale, con ripartizioni locali basate sulle effettive consistenze territoriali.
Per chiarire: nel 2025 il Trentino potrà prelevare 3-5 esemplari, l’Alto Adige 1-2, il Piemonte 10-17, l’Emilia-Romagna 9-15, la Toscana 13-22 e così via. Va ricordato che si tratta di prelievi mirati, riguardanti esclusivamente animali pericolosi, confidenti o particolarmente dannosi.
Nonostante, come già detto, le regioni e le province autonome avessero già la possibilità di richiedere prelievi in deroga, per Fugatti sembra trattarsi di una novità.
“Abbiamo sempre sostenuto – spiega il governatore in un post – la necessità di strumenti più efficaci per tutelare la sicurezza delle nostre comunità e delle attività economiche legate alla montagna, come l'allevamento e il turismo. La possibilità di intervenire con l'abbattimento di esemplari confidenti, ovvero quelli che perdono la naturale diffidenza nei confronti dell'uomo, è una misura che può contribuire a ridurre i rischi e a garantire una convivenza più equilibrata. Continueremo a lavorare affinché le esigenze del nostro territorio vengano ascoltate e rispettate”.














