Mauro Corona si racconta a Verissimo: "Senza patente da due mesi per il vino". La morte? "Ho molta paura, ma non per il fatto di non esserci più"
"Per l'alcol ho avuto anche processi, per ubriachezza molesta, interruzione di funzione religiosa e turpiloquio. Io, su 100 sbronze, ne ho una o due in cui divento un demonio e faccio terra bruciata. Per questo ho smesso". Sta cercando di riottenere la patente: "Devo fare delle analisi, andare dallo psicologo - ha raccontato -. Vediamo se va bene, altrimenti diro loro: tenetevela, quando sarò morto mettetela all'asta per guadagnarci dei soldi"

TRENTO. Si è raccontato a trecentosessanta gradi, ha confidato che, da due mesi, è senza patente, che gli è stata tolta "per il vino". "Per il vino. L'alcol è tragico, il vino è poetico" ha precisato.
E poi: "Non mi sono sentito dipendente. Ho detto stop e stop è stato. Per l'alcol ho avuto anche processi, per ubriachezza molesta, interruzione di funzione religiosa e turpiloquio. Io, su 100 sbronze, ne ho una o due in cui divento un demonio e faccio terra bruciata. Per questo ho smesso. E' stato difficile all'inizio, ma non tanto per la dipendenza, per la mancanza di allegria e della compagnia di amici".
Mauro Corona è stato ospite - domenica 27 aprile - della trasmissione Verissimo, in onda su Canale 5. Intervistato dalla conduttrice Silvia Toffanin, lo scalatore - scrittore, nativo di Baselga di Pinè, ma originario di Erto (dove risiede tutt'ora), ha presentato il docu - film "La ma vita finché capita", che arriverà nei cinema il prossimo 5 maggio, che racconta ed esplora la sua filosofia di vita, con monologhi, interventi fuori campo e i contributi di grandi amici dell'artista, quali Erri De Luca, Davide Van De Sfroos e Piero Pelù.
Silvia Toffanin gli ha chiesto come si fosse procurato una vistosa cicatrice che ha sulla guancia e Corona ha risposto di essersi "ferito con la motosega, è partita una scheggia e mi è finita in faccia. Ho pensato: fa anche scena".
E' senza patente da due mesi e sta cercando di riottenerla: "Devo fare delle analisi, andare dallo psicologo - ha raccontato -. Vediamo se va bene, altrimenti diro loro: "Tenetevela, quando sarò morto mettetela all'asta per guadagnarci dei soldi".
A proposito della morte, l'ospite fisso della trasmissione "E' sempre Cartabianca", dove interviene da casa, rifiutando la proposta di venire in studio ("preferisco i collegamenti, mi sento più protetto. Chissà come sarà gelosa Bianchina, cosa dirà"), ha spiegato di avere "molta paura della morte, ma non per il fatto di non esserci più", riferendosi alla sofferenza di un amico, ricoverato per lungo tempo prima del decesso. "Ogni cosa arriverà a suo tempo" ha concluso.
"La mia vita finché capita" racconta il percorso esistenziale di Mauro Corona, il difficile rapporto dello scrittore - scultore con i genitori, la lotta contro l'alcolismo, il grande amore per la montagna e l'alpinismo. Le citazioni sono tratte dal suo libro "Le Altalene" e la voce narrante è quella di Giancarlo Giannini.












