Migranti a Trento, saranno spostati a Gardolo al residence Capitol? Bort: "Ci hanno chiesto e siamo disponibili". Il Comune escluso, Casonato: "Serve più dialogo"
Il direttore generale della Provincia, Raffaele de Col ha spiegato che nel corso della prossima settimana verrà fatta conoscere la scelta. A giugno i migranti ospitati alla residenza Adige a Vela dovranno essere trasferiti, intanto dell'operazione rimane all'oscuro l'amministrazione comunale: "Immaginare uno spazio come questo su un territorio o su un altro cambia ma fino ad oggi non ci sono state interlocuzioni"

TRENTO. Si fa sempre più vicina la data entro la quale la Provincia di Trento deve trovare una nuova sistemazione per i circa 70 migranti, perlopiù donne e bambini, che si trovano oggi alla residenza Adige alla Vela. La proprietà della struttura, nei mesi scorsi, ha chiesto in anticipo di rientrare in possesso dello stabile. Per questo, i locali, in un primo momento, dovevano essere lasciati liberi per aprile, ma la Pat ha chiesto e ottenuto una proroga a giugno.
Il trasferimento dovrebbe avvenire nelle prossime settimane e tutto fa pensare che, per quanto riguarda la nuova struttura, sia stato scelto, come anticipato da il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO), il residence Capitol che si trova a Trento nord, sul territorio della circoscrizione di Gardolo.
“Non abbiamo ancora chiuso, ma l'edificio c'è e non è un problema. Penso che nella prossima settimana daremo conto della scelta” sono le parole del dirigente generale della Pat, Raffaele De Col. Il residence Capitol è di proprietà di Gianni Bort, ex presidente della Camera di Commercio di Trento e di Confcommercio. Un residence molto grande, con circa 40 appartamenti, che ha sempre svolto un importante ruolo nella comunità, ospitando operai ma anche infermieri durante il periodo del Covid.
L'INDAGINE IMMOBILIARE DI PATRIMONIO DEL TRENTINO
Per trovare questa struttura, Patrimonio del Trentino il 28 marzo ha pubblicato sul proprio sito un avviso di indagine immobiliare senza preoccuparsi di pubblicizzarlo più di tanto.
Patrimonio del Trentino, per conto del Dipartimento Salute e Politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, ha avviato un’indagine esplorativa del mercato per verificare la disponibilità di immobili ad uso residenziale da adibire all’accoglienza straordinaria dei richiedenti protezione temporanea e internazionale prevista dal Protocollo di intesa tra Provincia e Commissariato del Governo per la Provincia di Trento.
Tra i requisiti essenziali, quelli sull'ubicazione: “L’immobile deve trovarsi all’interno del Comune di Trento, ad esclusione della circoscrizione Bondone, in zona ben servita dai mezzi pubblici per facilitare gli accessi ai servizi territoriali. Verranno prese in considerazione anche soluzioni dislocate su più immobili, purché sia possibile garantire un’agevole ed efficiente gestione da parte dei servizi preposti”.
Secondo sempre quanto riportato nel documento pubblicato da Patrimonio del Trentino, l’immobile deve essere idoneo ad ospitare almeno 70 persone, essere dotato di circa 23 alloggi arredati almeno con cucina, sanitari e mobilio essenziale, di cui almeno 5 trilocali (intesi come appartamenti con due o più camere da letto), disporre di un ambiente da adibire a ufficio per almeno due persone, essere dotato di impianti igienico-sanitari, elettrico e di illuminazione a norma e regolarmente allacciati ai pubblici servizi. Ci deve poi essere la presenza di un sistema di riscaldamento a norma, che non preveda l’utilizzo in autonomia di legna e/o pellet, e deve ovviamente rispettare tutte le norme di settore.
IL RESIDENCE CAPITOL
Le caratteristiche richieste da Patrimonio del Trentino non sono di certo semplici da trovare sul mercato immobiliare di Trento. Uno dei pochi edifici adatti potrebbe essere proprio il Capitol.
Contattato telefonicamente, Gianni Bort conferma di aver risposto all'indagine. “A noi hanno chiesto e siamo disponibili. Abbiamo presentato la documentazione richiesta, quello che viene chiesto ce l'abbiamo. Ma sulla scelta fatta ancora non sappiamo nulla, ovviamente bisogna capire poi i tempi e i metodi".
A non saperne nulla, purtroppo, è il Comune. Nonostante l'edificio e i migranti si trovino sul territorio di Trento, l'amministrazione, come già spiegato in precedenza, non è stata coinvolta in questa operazione. A confermarlo è la neo assessora Giulia Casonato. “Non abbiamo avuto informazioni – ci spiega – ma sarebbe importante che ci fosse maggior dialogo fra enti e una maggiore condivisione fra scelte, strategie e prospettive, visto che riguardano la città.
Ovviamente, immaginare uno spazio come questo su un territorio o su un altro cambia. Ma in questa fase, purtroppo, non ci sono state delle interlocuzioni".
La Circoscrizione di Gardolo si era già detta contraria: "Sarebbe un'accoglienza insensata senza programmazione" aveva spiegato l'allora presidente Gianna Frizzera oggi assessora comunale.














