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Belluno
15 ottobre | 15:39

Nel 2024 le famiglie venete hanno speso 2.500 euro al mese per vivere. L’allarme: “Molti rinunciano alla spesa e alle cure sanitarie”

La quotidianità costa cara anche nel "ricco" Veneto, dove molti cittadini stanno perdendo sempre più potere d’acquisto determinando una situazione che Adico definisce sbalorditiva. Nel 2024, infatti, le famiglie hanno speso in media circa 82 euro al giorno per vivere

BELLUNO. La quotidianità costa cara anche nel ricco Veneto, dove molti cittadini stanno perdendo sempre più potere d’acquisto determinando una situazione che Adico (Associazione difesa consumatori) definisce "sbalorditiva", poiché spinge i cittadini, in particolare dipendenti e pensionati, a tagliare servizi anche primari.

 

"Quando ci troviamo di fronte a questi dati, restiamo sempre a bocca aperta. Ci rendiamo infatti conto - commenta il presidente Carlo Garofolini - di quante difficoltà vi siano in capo ai cittadini perché o si è percettori di uno stipendio di tutto rispetto oppure è quasi impossibile vivere senza dover richiedere prestiti o diventare inadempienti oppure rinunciare a beni non del tutto essenziali ma ai quali non si è mai rinunciato".

 

Vediamo allora i dati. Secondo l’elaborazione fatta dall'associazione dei dati Istat sui consumi delle famiglie italiane, nel 2024 le famiglie venete hanno speso in media circa 82 euro al giorno per vivere - quindi senza contare costi extra particolari né imprevisti: parliamo dunque di voci come cibo, bollette, trasporti, assicurazioni, istruzione o sport.

 

A livello mediano, infatti, le famiglie hanno tirato fuori circa 2.475 euro al mese, un dato leggermente superiore sopra il valore nazionale (2.240 euro): secondo l'Istat, una cifra di fatto in linea con il 2023, ma per il secondo anno consecutivo significativamente superiore al livello pre - Covid.

 

"Parliamo di un importo altissimo - scrive Adico riferendosi alla situazione del Veneto - perché significa che la famiglia in questione deve portare a casa due redditi, a meno che uno dei due componenti non possa contare su stipendi uguali o superiori ai 2.500 euro netti mensili. Una cifra davvero rilevante che di certo non rispecchia gli stipendi medi degli italiani".

 

Insomma, servono o uno stipendio che superi i 3.000 euro netti al mese o due che partano dai 1.200 euro, quindi un lordo superiore ai 1.500 euro. In termini di esborso, rispetto al 2023 c’è un lieve calo (-0,8%) ma l’inflazione è aumentata, seppur in maniera contenuta: dati che attestano come molte famiglie abbiano ridotto la spesa, a partire dagli alimenti, che nel 2025 costano già fra il 7 e il 10% in più.

 

Guardando invece alle singole voci, nel 2024 l’impatto maggiore sul portafoglio dei cittadini veneti è dato dalla casa, bollette in primis: tra spese per l’abitazione, acqua, luce, gas siamo a circa 955 euro mensili (33,4% del totale). A seguire il carrello della spesa, che pesa per quasi il 20% con 531 euro (18,6%), pari a oltre 17 euro al giorno, mentre al terzo posto si collocano i trasporti, con 335 euro (11,7%).

 

"Di fronte a stipendi bloccati al palo e a rivalutazioni delle pensioni inadeguate conclude Garofolini - continuiamo a lanciare il nostro allarme: serve un intervento forte della politica sui salari. Purtroppo la povertà sta aumentando, sia quella relativa sia quella assoluta, i rincari sul carrello della spesa sono a nostro avviso ben superiori rispetto a quelli rilevati dall'Istat e mai come oggi le famiglie non arrivano a fine mese. L'emergenza è infatti proprio sui prodotti alimentari, ai quali non si può rinunciare: tuttavia, il periodo buio costringe i veneti a rinunce che prima non attuavano, comprese, soprattutto fra le pensioni anziane, le cure sanitarie".

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