“Non si può continuare a tirare la corda”, dopo medici e infermieri è allarme per la carenza di tecnici di radiologia in Trentino: “Serve il giusto numero di professionisti"
La carenza di personale è sempre più pesante. I tecnici sono stati costretti nel tempo a trovare soluzioni tampone per mantenere e garantire il servizio, con fasce diurne e pronte disponibilità nelle fasce serali o notturne, ma nel frattempo non si è provveduto a trovare nuovi tecnici. Il timore è che i numeri attuali di personale rischino di non riuscire a coprire la turnistica dei prossimi mesi e l’estate è alle porte

TRENTO. Eseguono esami diagnostici e terapie, utilizzano apparecchiature complesse e sono figure fondamentali all'interno delle strutture ospedaliere e il fabbisogno è in continua crescita. Stiamo parlando dei tecnici di radiologia che al pari di medici e infermieri, sono sotto pressione per la carenza di personale.
Una situazione conosciuta da tempo che non trova al momento una soluzione. A riportare l'attenzione sul problema è il consigliere provinciale del Partito Democratico, Paolo Zanella che attraverso un'interrogazione chiede alla Giunta provinciale di fare un quadro completo della situazione e di spiegare quali sono le strategie che si intendono mettere in campo per reperire personale ed evitare un'ulteriore fuga di quello presente. “Dopo il passaggio, in diversi ospedali periferici, dalla reperibilità alla presenza in turno dei tecnici di radiologia h24 e 7 giorni su 7 non sono mai state adeguate le piante organiche. E questo sta portando verso il burnout e l'aumento dei licenziamenti del personale” spiega Zanella.
La preoccupazione è tanta e a sottolinearlo è anche Barbara Cristofolini, presidente dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. “Se l'intento è quello di tenere aperti i punti periferici va dato un numero giusto di organico” spiega a il Dolomiti.
“Il tecnico di radiologia – continua – è presente in tante realtà e spesso è una figura fondamentale. Fino ad oggi non siamo mai arrivati ad interrompere un servizio solo ed unicamente per la disponibilità e la super collaborazione data dai professionisti ma non è possibile continuare a tirare la corda in questo modo”.
I tecnici radiologi in trentino iscritti all'ordine sono circa 230 e il loro impegno è continuo. Negli anni la carenza ha portato a far trovare agli stessi tecnici soluzioni tampone per mantenere e garantire il servizio, con fasce diurne e pronte disponibilità nelle fasce serali o notturne, ma nel frattempo non si è provveduto a formare nuovi tecnici. La mancata previsione dell’accresciuto fabbisogno, per le mutate esigenze sanitarie e per la sostituzione di chi va in pensione, è evidente, avevano spiegato anche i sindacati in passato.
“A partire da circa due anni fa – spiega il consigliere Paolo Zanella - in alcuni ospedali periferici l’attività del tecnico di radiologia ha iniziato ad essere svolta in presenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Fino ad allora nel turno di notte - e nei weekend e festivi - erano reperibili solo in pronta disponibilità. Ciò comportava un numero di rientri e di ore aggiuntive in servizio tale che si è deciso di optare per la guardia attiva, con la promessa dell’adeguamento degli organici; oltre agli ospedali di Arco, Borgo Valsugana e Cavalese, anche all’ospedale di Cles si è recentemente partiti con la guardia attiva, per ora solo nei weekend e festivi; l’adeguamento delle piante organiche promesso, legato alla decisione di prevedere la guardia attiva/notturna e nei weekend/festivi per garantire presenze in turno regolari, una qualità di vita dignitosa e per non sovraccaricare i tecnici non è però mai avvenuto”.
Una carenza che si fa sentire anche e soprattutto in questo settore. Visto che in Trentino, in tutti gli ospedali, la stagione turistica sia estiva che invernale, porta ad un incremento di accessi ai Pronto soccorso a tutte le ore e la presenza dei tecnici è continuamente richiesta.
Turni su turni che pesando sulle spalle di pochi e che difficilmente riescono a rendere attrattiva la professione. “Molti studenti che passano per dei tirocini poi decidono di andarsene nel privato o a cambiare settore” spiega ancora la presidente dell'ordine.
Il timore è che i numeri attuali di personale e con alcuni professionisti che si sono licenziati a causa della scarsa attrattività del contesto, ci sia il rischio di non riuscire a coprire la turnistica dei prossimi mesi e l’estate è alle porte, con due istanze contrapposte a cui rispondere: l’aumento dei bisogni legati al turismo e il diritto alle ferie del personale. Da qui il grido di allarme lanciato alla Pat e Apss.


















