Nuove prerogative anche per Venezia: l’appello di Zaia al governo. “Una realtà unica al mondo, ma con fragilità che richiedono attenzione speciale”
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale che introduce disposizioni in materia di Roma Capitale, individuata come ulteriore e autonomo ente costitutivo della Repubblica. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, si appella al governo: “In un testo di tale portata quale una modifica della Costituzione è indispensabile includere il pieno riconoscimento anche per un’altra città che necessita di un’attenzione speciale: Venezia”

VENEZIA “Faccio appello al governo e al parlamento affinché si affronti definitivamente il problema della fragilità e della specificità di Venezia”. Così Luca Zaia interviene a difesa del capoluogo della Regione da lui presieduta, dopo la proposta di modifica costituzionale che valorizza le autonomie, in particolare Roma Capitale.
Ieri, mercoledì 30 luglio, su proposta della presidente Giorgia Meloni e del Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un disegno di legge costituzionale che introduce disposizioni in materia di Roma Capitale, individuata come ulteriore e autonomo ente costitutivo della Repubblica. “Si riconoscono la specificità di Roma - scrive il governo - e la necessità di rendere più efficace il governo del vasto territorio su cui insiste la capitale”.
A questi fini, si prevede l'attribuzione a Roma di funzioni legislative in materie come trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale, governo del territorio, commercio, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, promozione e organizzazione di attività culturali, turismo, artigianato, servizi e politiche sociali, edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa (fermo restando i limiti previsti dalla Costituzione). Inoltre sarà disciplinato l’ordinamento del nuovo ente, riconoscendo a Roma Capitale condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria e prevedendo forme di decentramento amministrativo. Le nuove funzioni potranno essere esercitate a decorrere dalle prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge costituzionale.
Letto ciò, Zaia non poteva non difendere anche la sua “capitale”. “Ritengo che, in un testo di tale portata quale una modifica della Costituzione - prosegue infatti - sia indispensabile includere il pieno riconoscimento anche per un’altra città che necessita di un’attenzione speciale: Venezia”. Città che definisce come “una realtà unica al mondo, un museo a cielo aperto, una tra le città più visitate in assoluto, meta ambita da chiunque sogni di visitarla almeno una volta nella vita. Rappresenta uno dei principali biglietti da visita del nostro Paese, ma convive quotidianamente con le proprie fragilità, legate al rapporto simbiotico con l’acqua e al peso della sua grande storia”.
Per questo, secondo il presidente della Regione, non sarebbe comprensibile una riforma costituzionale che non consideri la particolare condizione di Venezia. Perciò rivolge un sentito appello al governo: “Un gesto d’attenzione da parte del Parlamento sarebbe accolto positivamente non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto sul piano internazionale”.












