Oltre le Vette, la 29esima edizione si "allarga": da ottobre a gennaio eventi dedicati alla neve, tra mostre e dibattiti, dall’alpinismo e al cambiamento climatico
Si avvicina l’appuntamento con "Oltre le Vette. Metafore, uomini, luoghi della montagna", che quest’anno aumenta l’offerta: più giornate, nuove proposte culturali e un calendario fino al 18 gennaio. Il titolo della 29esima edizione è "Neve?", intesa come elemento naturale ma anche tema al centro del dibattito sul cambiamento climatico e la sostenibilità delle risorse, in particolare in relazione agli sport invernali

BELLUNO. Si avvicina l’atteso appuntamento con "Oltre le Vette. Metafore, uomini, luoghi della montagna", che quest’anno aumenta l’offerta: più giornate, nuove proposte culturali e un calendario a cavallo tra l’autunno e l’inverno in vista del traguardo dei trent’anni.
"Abbiamo voluto rendere anche la città di Belluno protagonista in vista delle Olimpiadi, ma non sarà un’edizione solo olimpica. Parleremo infatti di montagna a 360 gradi e lo faremo fino al 18 gennaio, focalizzandoci sul tema neve" afferma Valeria Benni, membro del Comitato tecnico.
Il titolo della 29esima edizione è infatti "Neve?", intesa quale elemento naturale ma anche tema al centro del dibattito sul cambiamento climatico e la sostenibilità delle risorse, in particolare in relazione agli sport invernali. In vista dei Giochi Olimpici, quindi, "Oltre le Vette" dedicherà ampio spazio alla riflessione su ruolo, utilizzo e valore della neve nel contesto contemporaneo.
"Il fiocco di neve - commenta Raffaele Addamiano, assessore alla cultura del comune di Belluno - è un piccolo miracolo di bellezza: stimola pensieri ed è metafora di grazia, forza e fragilità. E la presenza del punto interrogativo è legata al fatto che la cultura deve stimolare confronti e idee: quest’anno in particolare, in vista anche delle Olimpiadi, abbiamo infatti bisogno di riflettere sull’universo montagna in tutte le sue articolazioni".
Il programma, curato dal Comitato tecnico guidato da Valeria Benni, Flavio Faoro, Diego Cason e Francesco Vascellari, parte sabato 4 ottobre con l’inaugurazione della mostra "Dolomiti - Un paesaggio tutelato" presso Palazzo Bembo e la presentazione dell’omonimo libro con le fotografie di Manuel Cicchetti e i testi di Antonio Bortoluzzi. Mostra e libro che gli autori sintetizzano in cinque parole chiave.
"La mirabilia - spiegano - cioè lo stupore che creano queste vette; l’ascendere, cioè la fatica per raggiungere la meta; il limite, con cui tutti si devono confrontare; la persistenza, che deriva dall'osservazione e gli insegnamenti dei
nostri vecchi; e i segni lasciati dall’uomo nel territorio. La mostra e il libro raccontano queste cinque parole, con una forte presenza umana nella montagna".
Sempre il 4 ottobre si terrà, in collaborazione con il Cai Belluno, una serata dedicata all’alpinista e fondatore dell’Associazione nazionale alpini (Ana) Arturo Andreoletti, che per primo ha scalato la parete nord-ovest dell’Agner e la Gusela del Vescovà, icone delle montagne bellunesi.
"Per noi Andreoletti - afferma Franco Licini, referente del Centro studi Ana Belluno - è una figura centrale perché, oltre a essere tra i fondatori dell'Ana, ha voluto che l’associazione fosse dedicata non solo agli ufficiali reduci della prima guerra mondiale ma anche ai militari semplici. E a proposito della neve, vorrei sottolineare come per noi rappresenta anche il ricordo delle vittime delle numerose valanghe avvenute negli inverni tra il 1916 e il 1918, che sono stati tra i più nevosi del secolo".
A spiegare nello specifico la scelta del tema è però il sociologo Diego Cason. "La neve - afferma - ha avuto sulla cultura contemporanea un impatto formidabile e noi ne esploreremo tre aspetti. Anzitutto quello culturale: oltre alla visione letteraria più romantica, c'è quella popolare nella quale la neve rappresenta anche un fastidio. Poi la rilevanza scientifica e la nivologia, e con essa l’assenza di neve alla quale è legato quel punto interrogativo. Infine lo sci: per chi lo ha praticato veramente significa stare a stretto contatto con l'ambiente naturale e con il proprio territorio, in un approccio diverso dalla mercificazione odierna. Parleremo dunque di tutto questo e cercheremo di farlo nel modo migliore possibile".
Altri appuntamenti di spicco saranno l'11 dicembre con la Giornata internazionale della montagna, mentre il 20 dicembre sarà inaugurata la mostra "Sguardi o orizzonti" di Roberta Cadorin, autrice dell'immagine icona della rassegna di quest'anno. Dieci giorni di appuntamenti chiuderanno infine la manifestazione tra venerdì 9 e domenica 18 gennaio, tra i quali la mostra sulla geologia delle Dolomiti curata dalla Fondazione Dolomiti Unesco e un incontro con il filosofo della scienza Telmo Pievani, che si occuperà di clima.
Altri eventi saranno presenti anche in provincia: "Oltre Le Vette" collabora infatti con la mostra allestita al Palazzo delle Contesse di Mel "There’s no calm after the storm" sulle conseguenze a lungo termine di Vaia, e con la mostra fotografica dedicata al fotografo alpinista Loris De Barba, che sarà allestita invece a gennaio al Comune di Limana. Ulteriori dettagli saranno disponibili in itinere.












