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Belluno
16 settembre | 12:21

Orrore nel Bellunese: padre violenta la bimba di 5 anni, più volte, e si filma per condividere video e foto con altri pedofili

La terribile vicenda è stata smascherata dalla polizia postale. Il 26enne è stato arrestato e dovrà rispondere di innumerevoli accuse. La moglie e la bimba sono state trasferite in una struttura protetta

di Redazione

BELLUNO. Si filmava mentre violentava la sua bambina e poi condivideva quelle terrificanti immagini in rete. Sembra una storia dell'orrore quella che arriva dal Bellunese eppure è la tragica realtà che ha portato all'arresto un uomo di 26 anni accusato di violenza sessuale aggravata dal fatto che l'abuso si compiva su una bambina e dai legami familiari che aveva con lei, oltre alla produzione di materiale pedopornografico e il possesso di altri video dello stesso tipo.

 

A far emergere l'indicibile è stata la polizia postale del Veneto che ha condotto un'indagine durata mesi dopo che un'associazione aveva segnalato l'esistenza di una chat per pedofili dove avveniva lo scambio di materiale pedopornografico. L'utente aveva caricato un video con una bambina molto piccola che sulla chat aveva detto essere la nipote ma che, invece, hanno scoperto gli inquirenti, era la figlia di 5 anni. Dalle indagini sono emersi almeno 4 video del padre con la bimba, oltre a una decina di immagini.

 

Inequivocabili i comportamenti terribili messi in atto dal padre (sul suo telefono i contenuti) e anche i luoghi delle riprese lo incastrano visto che il bagno della casa dove vivevano (come appurato in una perquisizione dell'abitazione) faceva da sfondo a uno di questi orribili video.

 

L'uomo, di origine sudamericana, aveva un contratto di lavoro con un'agenzia interinale del Bellunese e lì risiedeva ed è stato arrestato domenica notte. A carico dell'uomo sono emerse altre segnalazioni, a livello internazionale, sempre legate a comportamenti pedo-pornografici.

 

La moglie e la bimba sono state accolte in una struttura protetta con sostegno psicologico. Da quanto emerge l'uomo rischia di restare in carcere da 9 a 18 anni. A coordinare le indagini della polizia postale la pm Anna Andreatta. 

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