ProPal occupano Sociologia, il Rettore critica ma il Global Movement to Gaza Trentino approva: "Diritto-dovere a opporsi al genocidio palestinese con tutte le modalità"
I vertici dell'Ateneo valutano l'evolversi della situazione e condannano la modalità di occupazione di sociologia, mentre i ProPal ricevono carta bianca dal Global Movement to Gaza Italia del Trentino: "Supportiamo il metodo in linea con il 'blocchiamo tutto'. Basta collaborazioni con Israele e sì agli accordi con la Palestina"

TRENTO. L'occupazione alla facoltà di sociologia ha praticamente carta bianca da Global Movement to Gaza Italia, il gruppo regionale trentino solidarizza con l'azione degli studenti e delle studentesse, così come con i contenuti delle loro rivendicazioni.
"Supportiamo questo metodo di lotta politica e di pratica di una alternativa di giustizia e condivisione, in linea con il 'blocchiamo tutto' nel quale il movimento è impegnato rispetto al genocidio del popolo palestinese tuttora in corso a Gaza come in Cisgiordania", spiega il gruppo trentino di Global Movement to Gaza Italia. "Condividiamo la richiesta forte dell'intera comunità accademica affinché l'Università di Trento cessi immediatamente i numerosi e documentati rapporti di collaborazione tecnico-scientifica con le università israeliane, le aziende israeliane e le aziende del comparto bellico complici attive del genocidio".
Nel mirino degli antagonisti il mondo accademico e della ricerca trentina: dall'Università a Fondazione Bruno Kessler. La richiesta è di capovolgere le collaborazioni.
"Sosteniamo l'istanza urgente di attivazione di accordi con le università palestinesi, che prevedano il sostegno attivo ad accademici e studenti a Gaza e in Palestina, nonché di creazione di un canale privilegiato per il loro accesso ai programmi internazionali di UniTrento; sottolineiamo che l'implementazione di queste iniziative non può darsi come atto di 'benevolenza umanitaria' in alternativa all'interruzione delle collaborazioni istituzionali come detto sopra, che contribuiscono alla crisi umanitaria e alla cancellazione di un popolo, e condividiamo anche la richiesta di adesione alla Palestinian Campaign for the academic and cultural boycot of Israel".
La facoltà di via Verdi è occupata, tenuta in scacco da poche decine di persone che, come sottolineato dal rettore Flavio Deflorian, nemmeno c'entrano più di tanto con la popolazione studentesca dell'Università di Trento da sempre sensibile a ogni tematica internazionale e che anche sulla vicenda di Gaza si è distinta per posizionamento e sensibilità espressa. E le autorità valutano come procedere a fronte del perdurare di una situazione grave (Qui articolo). Il gruppo regionale di Global Movement to Gaza Italia non sembra però intenzionato a compiere passi indietro.
"Sosteniamo il diritto-dovere della comunità universitaria a opporsi al genocidio palestinese con tutte le modalità che riterrà necessarie: riconosciamo il boicottaggio accademico come parte integrante della decostruzione e smantellamento di quell'economia del genocidio che da tempo ha messo radici anche in Trentino. Condanniamo i tentativi di delegittimazione delle istanze espresse dalla comunità accademica e ribadiamo che i processi lavorativi non possono continuare as usual proprio nelle istituzioni acclaratamente coinvolte nel genocidio. Apprendiamo che il rettore è intenzionato a reprimere con la forza le istanze della comunità universitaria: esprimiamo preoccupazione per questa deriva antidemocratica, e precisiamo che se un limite si è superato, non è nel blocco delle lezioni ma nella gravità del genocidio, che non costituisce una generica tragedia ma il risultato delle complicità con Israele".












