Migliaia di persone per sostenere la Palestina (anche ''dal fiume al mare'') sfilano a Trento. Ianeselli: ''Se mio figlio avesse 17 anni e fosse qui sarei contento''
Un corteo vario e variegato dal quale sono emerse voci anche di accusa all'Università di Trento ritenuta ''complice del genocidio'' o che invitano a non firmare nessun accordo che non preveda la piena autodeterminazione del popolo palestinese. Ma anche tante famiglie, liceali, studenti che semplicemente sperano che il massacro a Gaza finisca

TRENTO. Centinaia, migliaia di persone oggi hanno aderito allo sciopero indetto all'ultimo dalla Cgil e dall'Usb e sono scese in Piazza Dante a manifestare per la Palestina e per sostenere la Global Smud Flotilla che pure ha già esaurito la sua missione che era essenzialmente politica (con l'arresto, fortunatamente, senza conseguenze violente da parte dell'esercito Israeliano) visto che dal punto di vista umanitario già si sapeva che i generi di prima necessità che venivano trasportati erano pochissimi e l'aver rifiutato la mediazione della Chiesa per lasciare i beni raccolti a Cipro al cardinal Pizzaballa ha dimostrato qual era il, comunque legittimo, fine: rompere l'assedio.
Tantissimi gli studenti e i ragazzi presenti nel corteo di Trento con Kefiah in testa e bandiere della Palestina a sventolare. Sulla presenza di tanti giovani, molti liceali, si è espresso anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha partecipato al corteo assieme a molti esponenti del centrosinistra trentino (c'era anche la parlamentare Pd Sara Ferrari e l'assessore comunale dei Verdi Andreas Fernandez).
''Penso sia importante non rimanere in silenzio - ha detto Ianeselli - alla luce del massacro che sta avvenendo. E penso sia irresponsabile chi ricopre ruoli istituzionali nel Paese che invece di concentrarsi su quel che sta succedendo a Gaza e sul fatto che è importante ci possano essere manifestazioni pacifiche, getti benzina sul fuoco. Io ho deciso di esserci perché non credo si possa rimanere in silenzio e sul fatto ci siano tanti giovani, io penso che se mio figlio fosse in una scuola superiore sarei contento se oggi fosse in piazza''.
Una piazza chiamata a manifestare da Cgil e Usb dove non sono mancati gli intramontabili ''Bella Ciao'' e anche slogan decisamente più discutibili come il ''Palestina libera dal fiume al mare'' che negli anni ha assunto connotati anche violenti interpretabile anche come ''via Israele e gli ebrei, una sola Palestina dal Giordano al Mar Mediterraneo''. E ancora dal microfono della manifestazione si è sentito anche di ''rifiutare qualsiasi piano che non preveda la piena autodeterminazione palestinese'' proprio mentre Hamas è chiamata a decidere se far continuare questa guerra o se firmare la proposta di accordo Trump-Blair. E poi i soliti capaci di prendersela anche con l'Università di Trento ''complice del genocidio'' perché ha collaborato con istituti israeliani.
Insomma, come ha sottolineato il sindaco Ianeselli è ''una fase di movimento e come come tutte le fasi di movimento sono articolate''. Al momento quel che si può sottolineare è che la piazza è colorata e pacifica e a manifestare sono famiglie, persone, giovani e anziani che sono lì prima di tutto per chiedere che termini il massacro nella striscia di Gaza. E che non sarà la prima e nemmeno l'ultima.
Già ieri tante persone avevano sfilato per le vie di Trento - e in serata un centinaio di attivisti aveva anche bloccato i binari della stazione di Trento, causando l'interruzione del servizio per circa un'ora e mezza - e situazioni - anche di tensione - si sono verificate in molte città d'Italia da Roma a Milano, da Bologna a Firenze, ma anche Torino e Napoli. In alcuni casi ci sono stati anche scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.












