Contenuto sponsorizzato
Trento
21 ottobre | 12:27

ProPal, occupata Sociologia. Il Rettore: ''Superato il limite. Non riconosciamo i manifestanti come interlocutori. Se la protesta non rientra interverranno le forze dell'ordine''

Accusata di ''complicità con il genocidio del popolo palestinese'' anche nei cortei l'Università ora si ritrova con un dipartimento bloccato da una cinquantina di persone ''per buona parte nemmeno studenti di Unitn'', spiega il rettore. ''Domani ci sarà il Senato accademico e l'Università è chiamata ad un posizionamento di giudizio sulla situazione a Gaza. Mi auguro che poi la protesta rientri altrimenti non possiamo escludere alcun tipo di decisione. In ogni caso si è già superato il limite impedendo l'accesso ai docenti''

TRENTO. ''Si è superato un limite che si considerava invalicabile. Sono stati bloccati gli accessi anche ai docenti. Io non riconosco nei manifestanti di sociologia degli interlocutori con i quali sviluppare un confronto. Sono una minoranza di persone, 50-60 e solo in parte studenti dell'Università di Trento. L'auspicio è che entro domani la situazione possa rientrare altrimenti siamo pronti a intervenire con le forze dell'ordine''. Questi in sintesi i concetti chiave espressi dal rettore dell'Università di Trento Flavio Deflorian su quanto sta accadendo in queste ore a Sociologia a Trento.

 

La facoltà di via Verdi è occupata, tenuta in scacco da poche decine di persone che, come sottolineato anche dal rettore, nemmeno c'entrano più di tanto con la popolazione studentesca dell'Università di Trento da sempre sensibile a ogni tematica internazionale e che anche sulla vicenda di Gaza si è distinta per posizionamento e sensibilità espressa. E invece secondo schemi ottusi e ideologici ormai ben oliati in certi ambienti nei cortei ProPal tra i manifesti più assurdi e demenziali che sono sfilati di corteo in corteo quello ''UniTn complice del genocidio'' è stato sempre un must. D'altronde la retorica della ''vicinanza'' a Israele del mondo accademico e della ricerca trentini non nasce in questi mesi ma va avanti da diversi anni, da ben prima dell'ultima guerra (anche Fbk era finita nel mirino più volte dei gruppi antagonisti perché, come qualsiasi centro di ricerca italiano e internazionale, collaborava anche con istituti israeliani all'avanguardia per cultura e sviluppo delle tecnologie).

 

La galassia ProPal ha inevitabilmente assorbito questo sottobosco di protesta e non si contano più gli attacchi (che minano anche la credibilità di questa protesta perché davvero ingiustificati) all'Ateneo trentino con manifesti affissi in giro per la città che citavano direttamente il rettore Deflorian e ne mostravano il volto accusandolo di essere complice del genocidio del popolo palestinese, le scritte sui muri contro l'Università e qualche blitz nella aule (per esempio di sociologia e giurisprudenza il 22 settembre) durante le lezioni per ribadire i concetti. 

 

''L'occupazione del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale è un evento che ha rischiato di perturbare l'attività didattica - ha spiegato Deflorian - ma siamo riusciti ad ridurre al minimo i disagi rendendoli possibilmente nulle sulle attività didattiche riprogrammando in altre aule le lezioni ed effettuandole in altre modalità per rendere il disagio per studenti e studentesse minimo. Ora sappiamo che c'è molta aspettativa su quanto succederà domani al senato accademico. L'occupazione ha al centro il tema del confitto a Gaza. Domani abbiamo all'ordine del giorno il tema con una discussione sul posizionamento dell'ateneo come hanno già fatto altri atenei di altre città. Non è la prima volta che condanniamo i crimini di guerra a Gaza e lo rifaremo. Quindi ci aspettiamo che da domani la protesta possa rientrare''. 

 

Ma c'è un ma: ''Per noi, però, si è superato un limite che finora era invalicabile. Rispetto ad altre proteste e altre parziali occupazioni sia a Sociologia ma anche a Economia nei mesi scorsi, la guerra è da 2 anni che c'è, questa volta c'è stato un innalzamento del livello con il blocco dell'accesso dai manifestanti ai docenti che volevano accedere al dipartimento. Noi stiamo rimanendo in contatto con colleghi, forze dell'ordine e autorità per capire come si evolve la situazione. Se andrà verso soluzione positiva con il ripristino delle attività si farà un passo avanti. Se questo non dovesse avvenire domani a seguito delle decisioni del senato accademico dovremo, collegialmente, prendere posizione non possiamo escludere alcun tipo di decisione. Ribadiamo così non è accettabile. Una minoranza di persone 50/60 persone in parte studenti dell'università gli altri al di fuori, non possono dettare le regole del dipartimento. Capiamo il coinvolgimento su temi così importanti ma indipendentemente da ciò non si possono superare certi confini''.

 

Quali saranno i provvedimenti se i manifestanti non dovessero ritenersi soddisfatti dalle decisioni del Senato accademico? ''Dobbiamo concordare quali azioni possono essere più idonee. Abbiamo piena fiducia nella polizia e nella Digos che ci ha sempre aiutati. Sappiamo - ha aggiunto il rettore - della loro grande professionalità e con loro troveremo le soluzioni più idonee per riportare l'agibilità di sociologia. Noi abbiamo responsabilità, abbiamo una funzione pubblica e non possiamo accettare che le proteste superino una certa soglia senza che ci sia una reazione misurata e ponderata da parte nostra. Mercoledì scorso il Senato accademico ha già approvato alcune azioni, sia in supporto a studenti e studiosi palestinesi affinché possano riprendere i loro studi, per esempio con delle borse di studio, sia con della azioni che riguardano gli aspetti etici dell'attività di ricerca in generale che riguardano l'Ateneo. Domani l'ordine del giorno sarà una dichiarazione di posizionamento di giudizio sulla situazione a Gaza in supporto, questa sarà la mia proposta, al cessate il fuoco a vantaggio della popolazione civile con assistenza sanitaria e aiuti umanitari a una popolazione stremata. Riconosciamo come istituto democratico il valore del confronto e anche della protesta motivata e argomentata. Ma non riconosco nei manifestanti a sociologia una componente della comunità universitaria con la quale sia possibile sviluppare un confronto''. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 11 maggio | 21:11
Calcio e tennis, tennis e calcio...in "Sarò Franco", la seconda puntata del podcast di Franco Bragagna su il Dolomiti
Politica
| 11 maggio | 20:00
Il bando di gara per il servizio di assistenza domiciliare è stato vinto da una cooperativa con sede fuori dal Trentino. Il Partito Democratico [...]
Cronaca
| 11 maggio | 19:15
Sergio Merz della Lipu sulla falesia di Oltrezengol: “Alcuni se ne fregano delle specie protette e vanno su. Non esiste più etica”. Rondone [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato