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Trento
27 ottobre | 17:33

Stangata in arrivo per chi usa il Diesel mentre calerà il costo della benzina, ecco come e quanto

La misura chiesta dall’Ue porterà a un aumento medio di 2,4 euro a pieno per chi guida un auto a gasolio dal primo gennaio 2026 

di Giorgia De Santis

TRENTO. Dal primo gennaio 2026 cambieranno i prezzi alla pompa: chi guida un'auto diesel pagherà di più, mentre chi fa rifornimento di benzina spenderà leggermente meno. Una situazione che l'Ue ha chiesto di correggere, e che il governo aveva promesso di risolvere gradualmente entro cinque anni. Ma ora si accelerano i tempi: la parificazione scatterà già con l’inizio del 2026. 

 

Attualmente l'accisa sulla benzina è di 71,34 centesimi al litro, mentre per il diesel è di 63,24 centesimi. Con il riallineamento entrambe si attesteranno a 67,29 centesimi, con una differenza di 4,05 centesimi in più per il diesel e in meno per la benzina. Dal primo gennaio 2026 la tariffa sarà uguale per entrambi: 67,29 centesimi. La differenza, significa che un pieno medio di 60 litri di gasolio costerà circa 2,4 euro in più rispetto a oggi, mentre per chi usa benzina ci sarà un risparmio simile.

 

La decisione non è priva di polemiche: Il Codacons parla di “una stangata per i 16,6 milioni di vetture diesel in circolazione”, stimando un costo annuo aggiuntivo di 59,3 euro per automobilista (con due pieni al mese).

 

Sul fronte politico, Pd e Movimento 5 Stelle ricordano la promessa di Giorgia Meloni di ridurre le accise sui carburanti, non di aumentarle. Ma questa volta i ruoli sembrano invertiti: la maggioranza di centrodestra difende una misura green, mentre l’opposizione si schiera dalla parte dei consumatori.

 

Un ribaltamento curioso, considerando che in passato proprio Pd e M5S avevano proposto la cancellazione dei cosiddetti “sussidi ambientalmente dannosi”, tra cui figurano le agevolazioni sul diesel. Il riallineamento delle accise è parte del piano RePowerEu inserito nel Pnrr, che prevede una progressiva riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva assicurato che il processo sarebbe stato graduale e quasi impercettibile. 

 

La scelta, oltre che ecologica, ha anche una motivazione economica. Poiché il diesel resta il carburante più usato in Italia, l’aumento delle accise garantirà maggiori entrate fiscali. Secondo le stime dell’Unem (Unione energie per la mobilità), il gettito aggiuntivo per lo Stato nei prossimi cinque anni potrebbe raggiungere 2 miliardi di euro, un contributo prezioso per finanziare la manovra. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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