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Trento
19 marzo | 20:02

Taglio alle accise, il diesel scende a 1,859 euro al litro, la benzina a 1,623 ma non tutti i benzinai si adeguano? I consumatori: "Solo istituzioni e procure possono intervenire"

Il governo è intervenuto per cercare di calmierare i prezzi del carburante. E le associazioni dei Consumatori chiedono ulteriori misure a livello nazionale: "Necessario contrastare il caro energia e il caro vita". Il Crtcu di Trento: "Un suggerimento ai cittadini è controllare l'Osservatorio"

TRENTO. "Solo il governo e e procure possono effettivamente intervenire per cercare di calmierare la situazione". A dirlo Carlo Biasior, direttore del Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti di Trento. "Ma in questo caso solo le istituzioni possono verificare determinate situazioni: fondamentali sono i controlli".

 

Il governo è intervenuto con un provvedimento sulla fiscalità dei carburanti per contrastare la fortissima risalita dei prezzi ai distributori. Una risposta agli effetti della crisi internazionale: i prezzi dei carburanti alle stelle, le difficoltà logistiche e il rischio, concreto, di vedere i primi autotrasportatori decidere di tenere fermi propri mezzi per non finire a lavorare in perdita (Qui articolo). 

 

In sostanza si riducono le accese su benzina e carburante da 672,90 a 472,90 euro per mille litri, cioè 20 centesimo di taglio al litro. La stima è di un risparmio di 12,20 euro su un pieno da 50 litri.

 

Il prezzo medio sulla base dei listini dovrebbe scendere a 1,859 euro al litro e 1,623 euro al litro per gasolio e benzina. Più alti, 1,925 euro e 1,706 euro, in autostrada.

 

Non tutti i prezzi sarebbero scesi, c'è qualche distributore che si è già allineato, mentre qualcuno presenta dei listini ancora un po' più alti.

 

"E' chiaro che c'è un aspetto tecnico e situazioni speculative sono trattate da un norma ad hoc che risale alla crisi economica e al caro carburante degli Anni '70. Il principio è naturalmente che i cittadini non devono essere danneggiati", aggiunge Biasior. "Solo il governo può realmente incidere e poi disporre i controlli necessari per il rispetto delle leggi. Un suggerimento è di confrontare i prezzi sul territorio e di consultare l'osservatorio Mr prezzi".

 

Le Associazioni dei consumatori, del Consiglio nazionale consumatori e utenti, hanno inviato il 17 marzo una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per esprimere una forte preoccupazione per gli aumenti indiscriminati dei prezzi dei carburanti e delle fonti energetiche, aggravati dalla crisi internazionale e dalla guerra in Iran.

Un quadro complesso che causa aumenta inflattive sulle bollette, sui trasporti, sul carrello della spesa e sui beni e servizi di prima necessità ma anche effetti distorsivi e speculativi incontrollati.

 

"Nel presente scenario di gravissima crisi economica e sociale, per famiglie e imprese - spiegano le associazioni dei consumatori - si rendono necessari e urgenti interventi, da parte del Governo e sostenuti dalla Politica, per fronteggiare adeguatamente l’emergenza in atto".

 

Nel frattempo Adiconsum accolgono con favore i primi provvedimenti emessi dal governo ma ovviamente, perdura il conflitto mediorientale, e "occorrono ulteriori misure al momento emergenziali ma da rendere successivamente strutturali. A tal fine, per contrastare il caro energia e il caro vita, abbiamo chiesto un incontro urgente al governo, finalizzato prioritariamente alla istituzione di un tavolo permanente con tutti gli stakeholder, per un confronto stabile, durante tutto il periodo dell’emergenza, che ci auguriamo possa terminare il prima possibile".

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