Tensione nei centri emergenza freddo: risse, aggressioni e interventi continui delle forze dell'ordine
Dopo aver contato in un mese, a gennaio, ben 35 interventi nei centri freddo a Bolzano, negli ultimi giorni la polizia di Stato è stata costretta di nuovo a intervenire più volte per riportare la calma nelle strutture

BOLZANO. Continuano a ripetersi episodi di violenza nei Centri Emergenza Freddo di Bolzano, strutture destinate all’accoglienza di persone senza dimora in particolare durante l'inverno: la gestione di queste realtà si sta rivelando sempre più complessa, con operatori e forze dell’ordine chiamati a intervenire con frequenza per sedare risse, fermare aggressioni e fronteggiare situazioni di forte tensione.
Dopo aver contato in un mese, a gennaio, ben 35 interventi nei centri freddo a Bolzano, negli ultimi giorni la polizia di Stato è stata costretta di nuovo a intervenire più volte per riportare la calma nelle strutture, spesso teatro di episodi di criminalità e disordine. Il questore di Bolzano Paolo Sartori ha già disposto diversi provvedimenti, tra cui espulsioni e fogli di via obbligatori per alcune persone coinvolte in atti violenti.
Uno dei casi più recenti risale a mercoledì mattina, quando gli agenti delle volanti sono stati chiamati presso il centro di accoglienza di via Renon per una violenta aggressione tra due ospiti. Protagoniste della rissa una cittadina tunisina di 36 anni e una italiana di 59, entrambe già note alle forze dell’ordine per vari precedenti. Le due donne, in evidente stato di ebbrezza, si sono affrontate per futili motivi rendendo necessario un intervento deciso della polizia per separarle e riportare la situazione sotto controllo. Nei loro confronti è stato emesso un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Bolzano per i prossimi due anni.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, sempre in via Renon, la polizia è dovuta tornare sul posto per gestire un altro momento di tensione. Un cittadino nigeriano di 28 anni, già noto per precedenti episodi di violenza, si era presentato al centro chiedendo di essere riammesso con la sua famiglia, nonostante gli fosse stato vietato l’ingresso per quattro giorni a seguito di una rissa scoppiata la sera precedente. Solo dopo una lunga mediazione gli agenti sono riusciti a convincerlo ad allontanarsi senza ulteriori conseguenze.
Un ulteriore intervento si è reso necessario alla struttura di accoglienza in via Gobetti. Qui un uomo in evidente stato di alterazione psico-fisica, ha iniziato a insultare e minacciare il personale della sicurezza, arrivando persino a bloccare l’ingresso del centro per impedire agli altri ospiti di entrare. Gli agenti intervenuti hanno identificato il responsabile, un cittadino marocchino di 32 anni con numerosi precedenti e irregolare sul territorio nazionale. Trovato in possesso di una bicicletta elettrica di sospetta provenienza furtiva, è stato denunciato per ricettazione e nei suoi confronti è stato emesso un decreto di espulsione.


















