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Belluno
11 marzo | 16:41

Una donna britannica si rifiuta di restituire un quadro del XVI secolo rubato a Belluno più di 50 anni fa: la “Madonna col bambino” rimane in Inghilterra

Un dipinto, rubato a Belluno nel 1973, è oggi bloccato nel Regno Unito: è la Madonna col bambino di Antonio Solario e, secondo The Guardian l’attuale proprietaria si rifiuta di restituirlo al nostro Museo. Varrebbe poco meno di 100 mila euro (tra le 60 e le 80 mila sterline), ma la donna non potrebbe comunque venderlo perché classificato da Interpol e carabinieri

Una donna britannica si rifiuta di restituire un quadro del XVI secolo rubato a Belluno più di 50 anni fa

BELLUNO. Nel 1973 una serie di quadri furono trafugati dal Museo Civico di Belluno. Alcuni di essi furono recuperati in Austria poco dopo, ma il destino della “Madonna col bambino” di Antonio Solario è stato diverso. Il dipinto, infatti, è finito nelle mani di un barone, la cui vedova non vuole oggi restituirlo perché se ne ritiene la legittima proprietaria.

 

A dare la notizia è il giornale britannico The Guardian, che riferisce come la donna di Norfolk si rifiuti oggi di consegnarlo alle autorità, nonostante il quadro sia inserito nel database delle opere d’arte rubate.

 

Il dipinto fu acquistato nel 1972 dal Museo Civico di Belluno. Rubato l’anno seguente, fu successivamente acquistato dal barone De Dozsa, secondo la moglie, in buona fede. Per questo motivo Barbara De Dosza, oggi vedova, ritiene che il quadro sia di sua legittima proprietà.

 

Il quadro è rimasto nella casa di Fakenham (Norfolk) dei coniugi, una residenza del XVI secolo, fino al loro divorzio. Nel 2017 De Dosza ha cercato di venderlo tramite una casa d’aste, ma il quadro fu riconosciuto da un bellunese come tra i “più ricercati” da Interpol e carabinieri. Tuttavia, a causa delle restrizioni durante la pandemia, i carabinieri non hanno potuto fornire i documenti necessari alla polizia britannica e nel 2020 il dipinto è tornato in mano a De Dozsa.

 

Secondo la polizia britannica, il caso è civile e non penale perché la donna non ha commesso alcun reato mentre per Christopher Marinello, direttore di Art Recovery International (società di Venezia che si occupa di recupero di opere d’arte nel mercato internazionale), c’è una motivazione di carattere morale che dovrebbe spingerla a restituire il quadro alla popolazione di Belluno.

 

Inoltre, nonostante Marinello avesse trovato una compagnia assicurativa disposta a rimborsarle le 6 mila sterline pagate per le spese legali, De Dosza non ha comunque voluto restituire il dipinto - che nel frattempo rimane nel Regno Unito.

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