Violenta la fidanzata e un'amica: 20enne condannato a quattro anni di carcere
Dalle testimonianze è emerso che il ragazzo ha prima costretto la fidanzata ad avere un rapporto sessuale completo contro la propria volontà e, successivamente, ha abusato anche di un'amica della giovane con cui si era frequentato. Il contatto tra i due era avvenuto via social, il 20enne ha convinto la giovane ad incontrarlo per poi costringerla, anche in questo caso senza il consenso, a consumare un rapporto

TRENTO. E' stato condannato a 4 anni di carcere per violenza sessuale, con rito abbreviato, per aver abusato prima della giovane fidanzata e poi di un'amica di lei, che aveva contattato tramite Instagram. Le due ragazze, all'epoca dei fatti, verificatisi nei primi mesi del 2024 a Trento e nella Piana Rotaliana, avevano appena 16 anni.
Un 20enne di origine nordafricana, ma residente da tempo in Trentino, resterà in carcere dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Trento che lo ha giudicato colpevole dei due terribili reati commessi.
Dalle testimonianze e dal lavoro degli inquirenti è emerso che il ragazzo ha prima costretto la fidanzata ad avere un rapporto sessuale completo contro la propria volontà e, successivamente, ha abusato anche di un'amica della giovane con cui si era frequentato. Il contatto tra i due era avvenuto via social, il 20enne ha convinto la giovane ad incontrarlo per poi costringerla, anche in questo caso senza il consenso, a consumare un rapporto.
La fidanzata, per il trauma della violenza e paura di ritorsioni non aveva denunciato l'accaduto, mentre l'amica ha raccontato tutto alle forze dell'ordine, che hanno fermato il giovane. E, a quel punto, anche la prima vittima si è fatta forza e ha riportato tutti i dettagli della violenza subita.
Le due giovani sono state sentite in un'udienza a porte chiuse, a tutela della privacy e per evitare di essere ulteriormente esposte. Il 20enne ha allora peggiorato la propria situazione: pensando che a denunciarlo fosse stata l'ex fidanzata, l'ha chiamata al telefono e l'ha minacciata.
A quel punto per lui è scattata la custodia cautelare in carcere. Su richiesta dell'avvocato del giovane si è proceduto con il rito abbreviato e la condanna a quattro anni, una pena di minore entità rispetto a quanto avanzato dalla Procura, che aveva chiesto per lui sei anni di reclusione.













