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| 15 marzo | 14:23

“Accumuli di 150 centimetri in 24 ore: nevicate di straordinaria intensità intorno al Monte Rosa”. L'analisi del fenomeno (e che ruolo gioca il riscaldamento globale)

Tra ieri e stanotte, spiegano gli esperti della Società meteorologica italiana, come atteso una profonda depressione ha portato ad abbondanti nevicate in particolare al Nord-Ovest, dove si registrano fenomeni di straordinaria intensità: “A Macugnaga 148 centimetri in 24 ore, forse un primato di intensità a scala pluridecennale”

TRENTO. Forti precipitazioni al Nord-Ovest, l'analisi della Società meteorologica italiana: “Fino a 150 centimetri di neve in 24 ore, nevicate di straordinaria intensità intorno al Monte Rosa”. Il fenomeno (che, in misura minore, ha interessato anche il Trentino e il Bellunese, Qui e Qui Articolo) è stato determinato dallo sviluppo, tra ieri e stanotte, di una profonda depressione sulla Costa Azzurra, poi traslata verso la Sardegna.

 

“Sul suo fianco anteriore – scrive la Smi – quello orientale, una massiccia risalita di aria umida mediterranea verso le Alpi (scirocco) ha prodotto rilevanti precipitazioni nelle ultime 36 ore soprattutto al Nord-Ovest, esaltate per sbarramento orografico a ridosso dei rilievi in particolare dell'alto Piemonte, della Valle d'Aosta orientale, e della Liguria, causando moderate piene dei corsi d'acqua e locali dissesti a bassa quota”.

 

In questi settori si rilevano apporti, finora, diffusamente superiori a 100 millimetri, con punto di 149 millimetri di pioggia a Verbania-Pallanza (Arpa Piemonte) e 201 millimetri a Fiorino, nell'entroterra di Voltre, Genova (Arpa Liguria): “Si tratta della più classica configurazione meteorologica favorevole a precipitazioni copiose sulle regioni nord-occidentali, più frequente in primavera e autunno (e possiamo già parlare, in questo caso, di 'piogge equinoziali'). Inoltre, al transito del fronte freddo, molti temporali hanno interessato ieri pomeriggio-sera la Sardegna per poi raggiungere stamattina la Sicilia”.

 

Sulle Alpi occidentali protagonista è stata però la neve, con limite sceso mediamente fino a 700-1000 metri tra ieri sera e stanotte al transito di un nucleo di aria più fredda, continuano gli esperti, ma talora anche a quota ben più basse sull'Ossola, con il contributo dell'intensità delle precipitazioni: “Ieri sera infatti 5 centimetri di neve fresca hanno imbiancato Domodossola, a 270metri (osservatorio centenario del Collegio Rosmini, gestito dal Cnr Istituto di Ricerca Sulle Acque in collaborazione con Smi), fatto si per sé non anomalo a metà marzo (nel 2019 caddero 16 centimetri di neve perfino il 4 aprile, e la nevicata più tardiva nella serie dal 1897 fu di due centimetri il 12 maggio 1910). Sorprendente invece l'intensità dell'evento nevoso in montagna, specie nelle valli tra Biellese, Monte Rosa e Sempione, dove in circa 30 ore è caduto diffusamente un metro e più di neve fresca a partire dai 1200-1500 metri, con interruzioni di strade per cadute di alberi ed elevato pericolo di valanghe”.

 

“La Valle Anzasca – continua la Società meteorologica italiana – è tra le più intensamente interessate: il nivometro di Arpa Piemonte di Macugnaga-Pecetto (1360 metri) stamattina ha rilevato un massimo di 148 centimetri, tutti caduti nelle 24 ore precedenti, delineando forse un primato di intensità a scala pluridecennale”.

 

Ai 1837 metri dell'osservatorio di Gressoney-D'Ejola, gestito dal Centro funzionale Valle d'Aosta (anche in questo caso in collaborazione con Smi e con il nivologo Michele Freppaz dell'Università di Torino per i dati di innevamento), stamattina alle 10 dall'osservazione via webcam risultava “uno spessore nevoso totale di 135 centimetri all'asta nivometrica, in sé non eccezionale per marzo, ma di cui 110 caduti da ieri mattina. Nell'intervallo dalle 8 di ieri alle 8 di oggi la neve fresca in 24 ore ammonta a 98 centimetri, valore che nella serie ininterrotta di misure nivometriche dal 1939 appare secondo solo ai 120 centimetri del 1° febbraio 1986 (quando però la nevicata a differenza di stavolta durò cinque giorni depositando in totale 220 cm di neve fresca e portando lo spessore al suolo a 290 cm). Altre nevicate di intensità analoga in 24 ore a Gressoney-D'Ejola si verificarono comunque anche il 10 marzo 1975 (90 centimetri), il 1° marzo 1993 e l'11 gennaio 1999 (93 centimetri in entrambi i casi)”.

 

In conclusione, ribadiscono gli esperti: “Vale la pena ricordare che, in un quadro di generale riduzione dei parametri di nevosità in conseguenza di temperature più elevate, il verificarsi di nevicate estreme (peraltro ormai strettamente limitate a quote montane) non è in contraddizione con il riscaldamento globale. Anzi, è ormai riconosciuto che la maggiore cessione di vapore acqueo da parte dei mari troppo caldi (in questo momento il Mediterraneo in superficie è 1,2 gradi più caldo della media 1982-2015 per questa data, fonte Socib - Balearic Islands Coastal Observing and Forecasting System), cui si aggiunge la maggiore capacità dell'atmosfera divenuta più calda di contenere vapore (+7%/1 grado centigrado di aumento termico, secondo la legge di Clausius-Clapeyron), può produrre, quando le configurazioni meteorologiche e le temperature lo permettono ancora, nevicate fin più intense rispetto al passato, cui seguono però più rapidi eventi di fusione nivale”.

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